venerdì 24 giugno 2016

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Brexit, esulta Salvini: "Ora tocca a noi"



Il Tempo, storico quotidiano romano, pubblica i primi commenti al referendum inglese di giovedì 23 giugno. Il 52% a favore del "leave" rafforza il variegato fronte degli euro scettici, di chi da sempre si era schierato contro questa Europa di Bruxelles.




Una vittoria che dà nuova forza al movimento euroscettico. Mentre da Londra si annuncia il risultato ufficiale del referendum sulla Brexit (52% a favore del "leave"), dal resto dell'Unione arrivano i commenti trionfanti di chi da sempre si è schierato contro Bruxelles. Su tutti il leader della Lega, Matteo Salvini, che su Twitter ringrazia il "coraggio dei liberi cittadini".



Evviva il coraggio dei liberi cittadini!
Cuore, testa e orgoglio battono bugie, minacce e ricatti.
GRAZIE UK, ora tocca a noi. 




Sulla stessa lunghezza d'onda Marine Le Pen: "Una vittoria della libertà! Ora serve un referendum in Francia e negli altri Paesi della Ue".


Victoire de la liberté ! Comme je le demande depuis des années, il faut maintenant le même référendum en France et dans les pays de l'UE MLP





Di tutt'altro tenore il commento del vice di Angela Merkel, Sigmar Gabriel: "Dannazione! Un brutto giorno per l'Europa"




Da Bruxelles arriva invece la reazione del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz: "Non voglio dare colpa a nessuno, rispettiamo la volontà del popolo britannico. Il referendum non è stato deciso dalla Ue. Mi sembra evidente che ci sia uno scollamento tra istituzioni e elettori, una disaffezione che non può essere sottovalutata. Sono molto deluso e triste ma eravamo pronti ad affrontare il risultato della consultazione già da settimane. Mi auguro che il governo britannico cominci a negoziare l'uscita dall'Unione. Ciò che mi conforta è che la fascia più giovane della popolazione ha votato a favore del remain. Siamo più forti se siamo uniti, e questo è un principio che i giovani hanno ben presente". Dichiarazione simile dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk: "L'Ue è determinata a garantire l'unità a 27. Non nascondo che volevamo un risultato diverso. Sono pienamente cosciente di quanto grave e anche drammatico sia questo momento. Quello che non ci uccide ci rende più forti. Gli ultimi anni sono stati i più difficili per l'Ue ma siamo pronti ad affrontare questo scenario".

Palazzo Chigi Il premier Matteo Renzi ha subito convocato una riunione cui erano presenti il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, quello dell'Economia Pier Carlo Padoan, il titolare dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Il Pd ha rinviato la propria direzione in programma per oggi.

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