sabato 7 maggio 2016

Irina Osipova :io, russa, con la Meloni corro col modello Putin


(G.p)La giovane Irina Osipova, esperta di relazioni internazionali, cofondatrice dell'associazione dei giovani italo russi, appassionata sostenitrice dell'azione politica del presidente russo Putin, nota per il suo impegno in Italia, contro le sanzioni alla Russia, si candida alle prossime comunali nella città eterna nelle file di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale che sostiene la candidata sindaco Giorgia Meloni.
Il collega Antonio Rapisarda, in esclusiva per i lettori de Il Tempo, storico quotidiano romano, intervista Irina Osipova.


Che ci fa una giovane putiniana a Roma? Semplice, si candida «a condividere le battaglie di questo popolo». Lei si chiama Irina Osipova, è un’esperta di relazioni internazionali ed è co-fondatrice del «Rim», l’associazione dei giovani italo-russi. In molti nella Capitale la conoscono come appassionata sostenitrice dell’azione politica del Presidente russo e per il suo impegno contro le sanzioni alla Russia. Da ieri è anche candidata al Consiglio comunale nella lista di Fratelli d’Italia.



Andiamo con ordine. Che cosa l’ha portata a Roma?

«Mi trovo qui dal 2000, da quando avevo undici anni. Vivendo qui ho avuto modo di affezionarmi all’Italia, alla sua cultura. Adesso mi sento parte di questa società e sento il dovere di impegnarmi per questa».



Lei parla spesso di «modello putiniano». Lo porterà in campagna elettorale?

«Un modello "putiniano" applicato all’Italia, che non significa "invasione russa", che è una cosa ridicola di cui sento parlare. Penso invece a battaglie che mirano a conservare le identità di questo Paese, la sua cultura».



Pensa che Giorgia Meloni possa interpretare alcune di queste esigenze?

«Giorgia Meloni condivide diverse battaglie che vengono affrontate in Russia. Un esempio? Le ultime dichiarazioni di Meloni contro la legalizzazione delle droghe leggere: anche Putin è fermamente contrario. Poi la sicurezza: per il presidente russo la sicurezza nelle città è fondamentale, lo stesso vale per Meloni. Infine la difesa delle proprie radici culturali e linguistiche nel rispetto di tutti coloro che convivono nello stesso territorio ma dando comunque precedenza all’identità storica del Paese».



Che cosa pensa di poter dare a Roma?

«Ho deciso di candidarmi per provare a cambiare Roma in meglio. Ad esempio contro il degrado, un vero problema. Lavorando nel settore turistico ho visto, ad esempio, molti ospiti russi che venendo qui avrebbero voluto vedere quella bellezza che oggi Roma non riesce a mostrare. Rendendo questa città più bella allora, anche dal punto di vista dell’immagine, si potrebbe rilanciare l’industria turistica di qualità. Per questo penso a Roma debbano essere ospitate le Olimpiadi».



Un tema che divide.

«Lo dico per esperienza: sono stata a Sochi come volontaria, e ho visto come i giochi hanno aiutato un’intera regione a crescere, a sviluppare le infrastrutture e ad attrarre l’attenzione internazionale».

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