martedì 10 maggio 2016

Iannone: "Il voto a noi "neri"? Premiata la coerenza"

(G.p) Il collega Antonio Rapisarda, dalle colonne de Il Tempo, storico quotidiano romano, intervista Gianluca Iannone presidente di Casa Pound dopo l'ottimo risultato conseguito dai "tartarugati" alle scorse elezioni comunali di Bolzano dove la lista di Casa Pound ha conquistato il 6,7% dei consensi eleggendo 3 consiglieri comunali e 4 consiglieri circoscrizionali.


Gianluca Iannone, presidente di CasaPound, a Bolzano avete triplicato voti ed eletti: siete tra i partiti «importanti».
«Siamo colpiti dal tripudio, perché più che una vittoria si è trattato di questo. Però sappiamo che la comunità lì è molto attiva nel territorio, 24 ore su 24, con sportelli per il cittadino, spesa per le famiglie in difficoltà e così via. Una sorpresa, insomma, ma non più di tanto».


Cos’hanno di speciale i vostri militanti in quella città?
«Dicono le cose come stanno. Rifiutano il compromesso, la moderazione a prescindere. Non perdono il contatto con la realtà. Il nostro consigliere uscente ha tenuto fede all’accordo che aveva preso con i cittadini e per questo è stato premiato. Nel momento in cui è stato eletto non è diventato "casta", ma ha rappresentato le esigenze del suo popolo alla casta».


Avete tolto voti a Lega e destre. Cosa significa?
«La Lega ha fatto un percorso particolare: ha messo Salvini, una persona che ha resuscitato le sorti della Lega che era data al 3%, dopo i vari scandali, e ora ripropone il solito minestrone del centrodestra. Alla lunga si è dimostrato un "pierre". È partito incendiario per finire pompiere. Questo per noi è inaccettabile, per questo siamo andati da soli».


La vostra posizione sul «muro» del Brennero?
«Un mese fa i nostri militanti hanno chiuso la frontiera con l’Austria mettendo "Refugees not welcome". Il problema è chiuderlo dappertutto questo confine: altrimenti qui diventa il contenitore dell’immigrazione di tutto il mondo. L’Austria tutela i suoi interessi come fanno le altre nazioni. L’unica che non fa i propri interessi è l’Italia».


A Roma e Milano andrete da soli, senza Lega e FdI. Eppure l’anno scorso a piazza del Popolo si saldava l’asse sovranista e parlavate sul palco leghista. Che cosa è successo?
«Andrebbe chiesto a loro. Credo che CasaPound "spaventi" perché ha dei militanti che non sono a busta paga, che non hanno intenzione di vendere il proprio percorso, la propria storia per un posto in un Cda. È un alleato scomodo perché rappresenta un’integrità politica. Forse qualcuno ha fatto notare questo a Salvini, forse la Meloni stessa. E quindi sono saltati gli accordi».


È molto critico nei confronti dei due leader...
«Ricordo che Meloni non solo ha governato per cinque anni Roma ma è stata anche ministro: con quali risultati? Ricordo, poi, che ha firmato i provvedimenti del governo Monti, tra questi la legge Fornero, e per il mancato rientro dei marò in Italia. Parliamo di persone che non vogliono cambiarlo questo sistema».

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