martedì 10 maggio 2016

"Papà fu ucciso da Priebke Basta odio: corro con Giorgia"


(G.p)Dietro ogni campagna elettorale che si rispetti ci sono molte storie interessanti dei singoli candidati. Una di queste, inerente la campagna elettorale di Roma, ci viene racconta dal collega Antonio Rapisarda, che dalle colonne de il Tempo, intervista Liana Gigliozzi, candidate nelle file della lista civica Con Giorgia, che sostiene la candidatura a sindaco di Giorgia Meloni.
La sua storia familiare rappresenta una delle più drammatiche del recente passato, la strage delle Fosse Ardeatine, di cui suo padre, Romolo, fu delle vittime.
La candidata, nel corso dell'intervista, ci spiega perché finalmente la stagione dell'odio va consegnata alla storia.




Ci sono molte storie dietro i volti di questa campagna elettorale a Roma. Quella di Liana Gigliozzi, candidata a sostegno di Giorgia Meloni nella lista «Con Giorgia», rappresenta una delle più drammatiche del recente passato: la strage delle Fosse Ardeatine di cui Romolo, suo padre, fu una delle vittime. A Il Tempo racconta l’obiettivo del suo impegno in prima persona, il perché ha scelto di spendersi per la candidata di Fratelli d’Italia e Lega (da appassionata di ricamo, durante questa campagna elettorale, si è ripromessa di confezionare una copertina per la figlia di Giorgia Meloni) e il motivo per cui a suo avviso la stagione dell’odio va consegnata alla storia.


Cosa l’ha spinta a candidarsi al Campidoglio?
«Sono romana e come tanti miei concittadini sono stanca di vedere la mia città ridotta in queste condizioni pietose. Mi ha spinto soprattutto la voglia di restituire onorabilità a Roma. Sono convinta, infatti, che solo noi romani possiamo restituire dignità alla nostra gloriosa città».


La storia drammatica di suo padre e della sua famiglia è entrata nell’immaginario collettivo. Candidarsi a sostegno di un esponente di destra che cosa significa?
«La mia candidatura con la storia della mia famiglia non ha nulla a che fare. Nella strage delle Fosse Ardeatine sono morti centinaia di italiani innocenti, e sono stati ammazzati in quanto italiani, a prescindere dalla loro appartenenza politico o religiosa nella quale si riconoscevano. Oggi io mi riconosco in Giorgia Meloni proprio perché lei difende gli italiani a prescindere da tutto. Questo è il motivo».


Qual è la caratteristica che rende la candidatura di Giorgia Meloni competitiva?
«Giorgia mi è particolarmente simpatica perché è una romana verace, pane al pane vino al vino. Dice sempre quello che pensa e condivido molte delle sue battaglie. È una donna caparbia e capace, sono sicura saprà governare bene Roma. Poi è una romana cresciuta alla Garbatella, nessuno meglio di lei può rappresentare i romani».


Lei, ricordando l’eccidio, ha detto di non provare odio per gli esecutori: tanto che ha firmato la celebre richiesta di grazia per Erich Priebke. In una città con le ferite aperte come Roma che messaggio si sente di dare?
«Ho accettato di incontrare Priebke una sola volta. Sono nata nel ’41, avevo solo tre anni quando è accaduto il massacro alle Fosse Ardeatine, e speravo di sapere qualcosa in più di mio padre. Così gli ho chiesto se lui ricordasse degli ultimi istanti di vita di un uomo con la giacca bianca: mio padre la indossava quotidianamente perché lavorava nel bar di famiglia in via Rasella, dove è stato preso. Insomma, volevo sapere tutta la verità. Certo, se penso all’Olocausto e a tutto quello che hanno provocato i nazisti mi vengono i brividi. Dobbiamo ricordare affinché queste cose non accadano mai più in nessuna parte del mondo, ma basta odio».


Quali sono le emergenze di Roma e lei che cosa si propone di fare?
«Innanzitutto cominciamo a pulirla questa città, non credo ci voglia molto per farlo. Poi io viaggio in autobus, quindi i trasporti, le buche e il traffico sono le mie priorità. Serve migliorare il sistema del trasporto pubblico incentivando la lotta all’evasione. Sono una convinta sostenitrice del ritorno del bigliettaio. E poi dobbiamo sensibilizzare i cittadini a contribuire al buon funzionamento della città».


E come?
«Ad esempio sul tema dei rifiuti. Non è più possibile che la Capitale che tutto il mondo ci invidia finisca su tutte le prime pagine straniere perché invasa da cassonetti stracolmi, e rifiuti in strada. Dobbiamo puntare all'incremento della differenziata, e sono convinta che Giorgia Meloni riuscirà a raggiungere l’obiettivo che si è prefissata, ovvero il 75% di raccolta differenziata entro la fine del suo mandato».

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