giovedì 21 aprile 2016

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Note meno note 10/ Il primo cd dei Settimo Sigillo


(G.p) Per la decima puntata di Note meno note, Alessandro Alberti, autore di Radio Alternative, interessante libro sulla storia delle radio libere di destra ed esperto di musica alternativa dagli anni 60 ai giorni nostri, recensisce il primo cd del gruppo Settimo Sigillo.



È disponibile in cd la prima registrazione ufficiale del gruppo Settimo Sigillo a cura di Andrea Arnaldi che fondò il gruppo assieme a Laura Salvetti e Paolo Di Giovanni. Settimo Sigillo è infatti oltre che il titolo del disco, anche il nome di una esperienza musicale nata a cavallo tra gli anni '70 e '80. La sua attività durerà circa un decennio senza mai produrre una registrazione. Con questo lavoro si ripercorre in parte quel percorso musicale riadattando canzoni già conosciute dal pubblico, come: Luce, Canto di Bretagna, La Morte, La Vandeana. Il cd trova la sua completezza con brani più recenti e del tutto inediti, come: Canzone per Enzo, I due Stendardi, Il Pellegrino, La leggenda della città di Ys, I Rifugi Oscuri, Ninna Nanna della Terra di Mezzo.
 Evidenti i riferimenti a Tolkien in molti di questi testi, così come la totale avversione al giacobinismo. Si tratta di un lavoro ben curato nelle parole, nelle musiche e nella parte che più innalza la qualità sonora e cioè gli arrangiamenti. Questo disco è senza dubbio il riconoscimento migliore, il tributo più autentico ad oltre dieci anni di concerti, mai supportati da un prodotto discografico.
 Personalmente ho avuto modo di disporre come tanti appassionati del settore dell'audio delle loro canzoni, tramite registrazioni amatoriali su le allora in voga musicassette. Tra i brani più famosi che Settimo Sigillo proponeva in concerto oltre a quelli del proprio repertorio, vi erano anche quelli di altri gruppi di musica alternativa come Scudiero, Vecchi Amici e Amici miei degli Amici del Vento e Ribelli di Vandea di Europa Civiltà. 
Le canzoni della Vandea saranno tra le più interpretate insieme a quelle dei Contras nicaraguegni. Il gruppo prende il nome dal titolo del film di Ingmar Bergman tratto dal libro dell'Apocalisse in cui il Settimo Sigillo è l'espressione della vittoria. Dopo lo scioglimento il gruppo terrà ancora dei concerti ma sempre più sporadicamente. Il ritorno di questa realtà che ha fatto storia, essendo tra l'altro molto originale nella costruzione dei testi affidato a questa incisione, non poteva essere più gradito per tutti coloro che hanno seguito la nascita e l'evoluzione della musica alternativa come fenomeno musicale e politico. Così come sarà senz'altro apprezzata dai ragazzi che non hanno mai avuto l'opportunità di poter ascoltare il messaggio lanciato dal gruppo fino a trent'anni fa o poco meno.
 In questo lavoro compaiono il già citato Andrea Arnaldi: voce, Elisabetta Chiesura: chitarra acustica, Marcello Parrilli: arrangiamenti, programmazione e mastering, Elisa Fusaro: seconda voce. Il lavoro di Elisabetta Chiesura è stato fondamentale per la creazione di tutte le basi musicali che hanno permesso di ottimizzare l'arrangiamento.
 Il ricordo e il ringraziamento più sentito nonché lo stesso disco, Arnaldi li dedica a Enzo Persico (al quale è dedicata Canzone per Enzo), con le seguenti parole: amico fraterno, guida ed esempio, che "mi piace immaginare col sorriso sulle labbra mentre cammina su montagne senza fine". Aspettaci! Da questa dedica si riesce a comprendere lo spirito originario di Settimo Sigillo, nato negli ambienti della destra milanese vicina ad Alleanza Cattolica. In esso si racchiude l'aspetto più umano, politico e sociale che si coniuga con quello più dichiaratamente spirituale. Anche i testi delle canzoni sono indelebilmente vincolati a questi parametri e alla conseguente visuale della vita e della società.

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