venerdì 22 aprile 2016

Comunali di Roma,Giorgia Meloni perde la pazienza «Non aspetto più nessuno»


(G.p)Giovedì 21 aprile, giorno in cui si festeggia il Natale di Roma, Giorgia Meloni, leader indiscussa di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale  ha aperto la propria campagna elettorale da aspirante candidata sindaca dell'urbe, con una riuscita manifestazione al Pincio.
Il collega Antonio Rapisarda, dalle colonne de Il Tempo, storico quotidiano romano, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci racconta questa apertura di campagna elettorale con al suo fianco il felpato Matteo Salvini, leader della Lega Nord per l'indipendenza della Padania.



Oggi iniziamo e non aspettiamo più nessuno». Giorgia Meloni, a questo punto, aumenta il volume della voce, non solo per riscaldare una “terrazza” di sostenitori gremita al Pincio ma anche per farsi sentire – in senso figurato - fino al fortino di palazzo Grazioli. «Mi aspettavo che Berlusconi avesse il suo solito guizzo - ha spiegato il candidato sindaco di Fratelli d'Italia e di Noi con Salvini -, quella capacità di leggere il sentimento della gente, che lo ha reso il leader che è. Mi dispiace che non ci sia in questa manifestazione». Inizia così, con la delusione per il mancato colpo di scena dell'ultimo minuto, ossia il “predellino” romano da parte del Cavaliere, ma con la convinzione di poter procedere fino al ballottaggio benissimo anche da soli, la campagna elettorale di Meloni e dei suoi alleati. Al suo fianco, ben accolto, Matteo Salvini, i tricolori di Gioventù nazionale e tutto lo stato maggiore di Fratelli d'Italia. Ad aprire la kermesse è Rita Dalla Chiesa – tra le prime proposte avanzate per il Campidoglio rientrata nel giro di qualche ora – che ha avuto modo di tastare la sensibilità della piazza verso i temi dell'ordine pubblico (con gli applausi) e dei diritti civili (con i fischi che ha ricevuto per la sua difesa delle istanze degli omosessuali). E se scontata è l'assenza di Guido Bertolaso (che pochi minuti prima a Montecitorio ha rilanciato la sua candidatura sostenuto da Gianfranco Rotondi), si fa sentire invece quella di Silvio Berlusconi. «Non vuol dire che non ci sia ancora il tempo per ricucire e ricostruire – ha chiarito Meloni, lasciando la porta aperta al leader azzurro e al vertice dei tre che si dovrà tenere -, però io apro la campagna elettorale e vado avanti. E, sulla base delle scelte che gli altri faranno, i romani valuteranno chi voleva vincere e chi no». Ovvio, però, che a suo avviso restano davvero pochi giorni per decidere, perché l'alleanza di centrodestra va costruita al primo turno: «Squadra che vince non si cambia, perché se arriviamo al ballottaggio gli apparentamenti non li facciamo. Chi deve decidere decida ora». È qui che i sostenitori che hanno raccolto l'appello della candidata e presidente di Fratelli d'Italia a festeggiare così il Natale di Roma si fanno sentire di più. Segno che «la tattica di partito» deve lasciare il posto alla partita vera e propria e a un dato che per lei è evidente, anche senza Forza Italia: «Siamo già al ballotaggio e possiamo vincere». Ad ascoltare “Giorgia” c'è Donna Assunta Almirante, «nel luogo amato dal marito Giorgio per dare il via alle sue campagne elettorali», spiegano i militanti. E non è passato inosservato Elio Vito, unico deputato di Forza Italia al Pincio: un'avanguardia dei malpancisti che spingono Berlusconi a non rompere l'alleanza con i giovani “lepenisti”. Da parte loro, sul mancato passo di lato di Bertolaso, i due quarantenni non ci vanno leggeri. «In Africa c'è bisogno di Bertolaso c'è un continente da ricostruire», ha attaccato Salvini facendogli in ogni caso gli «auguri anche se al ballottaggio ce la giochiamo noi». Qui, con tutta probabilità, potrebbero incontrare i 5 Stelle. «Un ballottaggio tra donne sarebbe interessante e anche una novità per Roma. Rispetto i miei avversari ma non temo nessuno», ha spiegato Meloni a proposito della possibile sfida con Virginia Raggi, comunque «Bertolaso al ballottaggio non arriva». «Da parte della Raggi ho notato una maggiore recrudescenza nei miei confronti ultimamente – ha concluso -. È buon segno».

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