giovedì 17 marzo 2016

Fini: "Meloni, che delusione Silvio è il più coerente"

(G.p) Gianfranco Fini, ultimo segretario di Alleanza Nazionale, uno dei padri fondatori della destra di governo, candidato 22 anni fa, quando era segretario del Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale, con forza respinge al mittente le affermazioni della Meloni, in virtù delle quali, Fini starebbe fondando un nuovo partito di destra. 
Il collega Antonio Angeli, dalle colonne de Il Tempo, storico quotidiano romano, intervista l'ex presidente della Camera dei deputati, sull'attuale situazione politica a Roma, a poco meno di 3 mesi dalla data delle elezioni comunali.
Intervista che pubblichiamo per intero.



«Cara Giorgia sei caduta nel tranello»: Gianfranco Fini, uno dei padri fondatori della destra di governo e candidato sindaco nella Roma che fu, respinge al mittente le affermazioni della Meloni: «Io non sto fondando proprio un bel niente».


Gianfranco Fini, che sta succedendo a Roma?
«Ci sono vecchi rancori, antipatie, gelosie e questo è deprecabile, ma la cosa più grave è che c’è un’involuzione di quella che era la politica di Alleanza Nazionale in senso lepenista. An era una forza popolare e non populista, aveva una cultura di governo, quando era all’opposizione, non aveva una cultura massimalista contraria a tutto e a tutti, An voleva rifondare l’Unione europea e non affondarla. Oggi purtroppo la destra romana, Fratelli d’Italia, ha un posizionamento diverso, molto simile a quello della Lega. Sono alleati naturali al di là delle questioni romane» .


E allora?
«Il problema è che An aveva tre volte i voti di FdI e poi c’era Forza Italia, il pilastro della coalizione e che oggi non ha più identità. Giorgia è caduta nella trappola: se si fosse candidata dieci giorni fa, prima di Bertolaso, nessuno l’avrebbe contestata. Oppure se Giorgia avesse detto di Marchini che è un ottimo candidato, ci sarebbe stato un centrodestra non solo competitivo, ma più largo di quello esistente. Invece un po’ i tentennamenti, un po’ il fatto che Giorgia ha pensato più al partito che a vincere, quando si è accorta che Storace le avrebbe tolto molti voti, ha perso la bussola. Berlusconi è stato più lineare e coerente».


Ma oggi un elettore di destra a Roma che pensa?
«È disorientato da questo vaso di Pandora, votato all’autodistruzione del centrodestra. Poi bisogna vedere cosa si intende quando si parla di destra e di centrodestra, sono due categorie molto ampie. An e Fi raccoglievano tanti voti perché non avevano posizioni radicali».


Il pasticcio a destra, ma anche a sinistra, favorirà i Cinque stelle?
«È evidente. Dicono una cosa tanto semplice quanto ripetitiva: li avete provati tutti, perché ora non provate con noi che siamo un qualcosa di nuovo? Tanti italiani hanno fiducia in questo "nuovo" fine a se stesso».


Cosa è cambiato rispetto a quando si presentò lei per il Campidoglio?
«Tutto, sono passati 22 anni ed è come se fossero passati due secoli».

1 commento:

  1. Gianfranco Fini è un fallito soprattutto sotto il profilo umano poi politico.Noi non dimentichiamo la casa di Montecarlo...almeno Almirante con i beni del partito comprava casa alle vedove dei martiri del defunto MSI (defunto grazie anche al badogliano ad honorem Fini) mentre Fini sistemava il cognato. Fini rassegnati vai in panchina nei giardinetti sotto casa a fare il ...nonno! Fallito, rancoroso, per te la politica non è mai stata militanza, ma solo carrierismo!

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