mercoledì 13 gennaio 2016

CasaPound: "Se riconsegnano Latorre ruberemo la bandiera all’ambasciata indiana"



“Se il nostro governo rimanderà laggiù Latorre deve sapere che CasaPound è pronta a creare un incidente diplomatico e a rubare la bandiera dall’ambasciata indiana. Così come facemmo con la bandiera della sede italiana dell’Unione Europea”.

Queste le parole di Simone Di Stefano, presidente di Sovranità e vice presidente di CasaPound Italia, rilasciate nel corso di una intervista esclusiva a il primatonazionale.it.



La sfiancante vicenda dei due militari italiani Latorre e Girone, ormai da quattro anni prigionieri in India, sembra davvero non avere fine, tra burocrazia, annunci, smentite e lassismo del governo italiano. E questa volta il marò Massimiliano Latorre, con il “permesso” in scadenza, rischia di dover nuovamente lasciare l’Italia per tornare nel luogo della prigionia.

“I nostri soldati, in base a quanto presentato dall’India al Tribunale internazionale di Amburgo, rischiano la pena di morte, nonostante il governo nasconda questa possibilità. La prima volta i marò non furono rispediti in India proprio per questo motivo, salvo poi cedere e rimandarli in India dopo quello che di fatto fu un sequestro del nostro ambasciatore. Se il nostro governo rimanderà laggiù Latorre deve sapere che CasaPound è pronta a creare un incidente diplomatico e a rubare la bandiera dall’ambasciata indiana. Così come facemmo con la bandiera della sede italiana dell’Unione Europea” .

Casa Pound è da sempre molto sensibile alla questione dei marò: “È grazie a noi e in particolare a Luigi Di Stefano se le carte di Amburgo con le annesse falsificazioni indiane sono venute fuori” - afferma Di Stefano – “negli ultimi tempi inoltre abbiamo dimostrato come anche la petroliera greca abbia giocato un ruolo decisivo nell’incolpare Girone e Latorre. Al di là di queste considerazioni però, noi non possiamo accettare di rimandare un nostro soldato in una nazione che in tre anni non è stata nemmeno in grado di iniziare un processo. Se l’Italia lo rimanda in India ha definitivamente perso la partita”
(Fonte Il Giornale)

2 commenti:

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  2. non capisco questo astio nei confronti degli indiani.. dovrebbero essere ringraziati x non aver sbattuto in galera i 2 assassini o presunti tali! x quanto riguarda i tempi del processo mi pare in linea con i tempi italiani...

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