venerdì 18 dicembre 2015

Roma, Mafia Capitale: Alemanno rinviato a giudizio




(G.p)L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, leader della destra sociale italiana, padre nobile di Azione Nazionale, movimento politico che ha il nobile obiettivo di rinnovare la destra italiana appiattita su posizioni salviniane e lepeniste è stato rinviato a giudizio nell'ambito dell'inchiesta denominata Mafia Capitale, per le accuse contestate di corruzione e finanziamento illecito.
Repubblica on line, con un interessante articolo, che proponiamo per intero, ci racconta il rinvio a giudizio per l'ex sindaco di Roma che non ha chiesto riti alternativi perché non ha nulla da patteggiare ed ha la coscienza apposto.




Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, stato rinviato a giudizio nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, per le accuse contestate di corruzione e finanziamento illecito.
Il rinvio a giudizio è stato stabilito dal gup, Nicola Di Grazia, dopo quasi treore di udienza e circa due di camera di consiglio. Il processo, che si svolgerà con rito ordinario, sarà celebrato dalla seconda sezione del tribunale di Roma e inizierà il 23 marzo prossimo.
Il nome dell'ex sindaco di Roma Alemanno, rinviato oggi a giudizio per corruzione e finanziamento illecito, era spuntato con la prima ondata di arresti di Mafia Capitale nel dicembre scorso. Nei suoi confronti i pm contestavano anche il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, che però è stata archiviata.
 All'ex primo cittadino viene contestato di aver ricevuto somme di danaro, in gran parte attraverso la fondazione Nuova Italia da lui presieduta, per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio.
Secondo l'impianto accusatorio sarebbero complessivamente 125 mila euro i fondi illeciti ricevuti tra il 2012 ed il 2014 tramite l'ex ad di Ama Franco Panzironi - uno dei principali imputati del processo di Mafia Capitale - Alemanno avrebbe ricevuto, attraverso la fondazione, 75 mila euro sotto forma di finanziamento per cene elettorali, 40 mila euro per finanziamento per la Nuova Italia e circa diecimila euro cash, questi ultimi nell'ottobre
2014, a due mesi dalla prima tranche di arresti

"Non ho chiesto riti alternativi proprio per dimostrare pubblicamente la mia innocenza - ha commentato Alemanno - ho la coscienza pulita e per questo non ho nulla da patteggiare. Affronto quindi il rinvio a giudizio con animo sereno perchè sono fiducioso nell'operato della magistratura e convinto che al dibattimento sarà accertata e provata l'assoluta correttezza del mio operato"

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