venerdì 18 dicembre 2015

Scuola, manifestazione non autorizzata di Casa Pound a Castelnovo Monti


(G.p)Una quindicina di militanti di  Blocco Studentesco, organizzazione giovanile di Casa Pound hanno protestato davanti all'ingresso dell'Istituto superiore Cattaneo di Castelnovo Monti, in provincia di Reggio Emilia per dire no al contributo volontario.
La manifestazione, che non era autorizzata, è stata interrotta dall'arrivo dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia che hanno avviato indagini per identificare i protagonisti.
La Gazzetta di Reggio, nella sua versione on line, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci racconta le ragioni della protesta dei giovani di Blocco Studentesco.


No al contributo volontario". Con questo striscione, una quindicina di militanti di Casa Pound _ rientranti del gruppo Azione Blocco Studentesco, l'organo studentesco dell'associazione _ ha protestato davanti all'ingresso dell'Istituto superiore Cattaneo di Castelnovo Monti, anche se pare che il loro obiettivo fosse il "Nelson Mandela", l'ex istituto alberghiero Motti.
La manifestazione, che non era autorizzata, è stata poi interrotta dall'arrivo dei carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti e del Nucleo informativo del comando provinciale, che hanno avviato le indagini per identificare i protagonisti e capire le cause della protesta e, visto che si tratta di persone arrivate da fuori, individuare eventuali "complici" all'interno dello stesso istituto.Secondo quanto riferito dai militanti di Casa Pound _ che si sono presentati con tanto di stemmi e loghi dell'associazione, maschere tricolori, bandiere, striscioni e megafoni _ la protesta nascerebbe dal fatto che il cosiddetto "contributo volontario" che devono versare le famiglie degli studenti così volontario non sia, al punto che _ sempre secondo quanto riferito dai manifestanti _ chi non verserebbe questi soldi non sarebbe ammesso ai laboratori della scuola.

Un'affermazione tutta da verificare, su cui stanno lavorando i militari del nucleo informativo.

Questa la rivendicazione del gruppo Azione Blocco Studentesco, inviata via mail alla nostra redazione:

"Le gravi carenze strutturali rilevate all'interno dell'istituto _ si legge nella nota _ sono il motivo principale per cui da studenti sentiamo la necessità di esporci in prima persona. L'edificio è stato privato della biblioteca e dell'aula di informatica, al posto delle quali sono state disposte nuove aule. Tra le strutture eliminate ci sono anche gli spogliatoi, ragione per la quale gli studenti sono costretti a cambiarsi in ambienti non idonei a tale scopo. L'istituto è inoltre sprovvisto di materiale didattico di ogni sorta".

"Troviamo tutto ciò inammissibile, soprattutto se si considera che l'ammontare del contributo volontario pagato da ogni studente è pari a 200 euro. È già aberrante che in una scuola pubblica sia imposto il pagamento di una tassa definita "volontaria" _ dichiara il Blocco Studentesco _ ma è del tutto inammissibile che sia anche determinante per l'accesso ai vari laboratori. La scuola pubblica, in quanto garante del diritto allo studio, deve disporre di mezzi e risorse sufficienti a sopperire alle necessità degli studenti''.

''Riteniamo, inoltre, inaccettabile _ conclude il Blocco Studentesco _ che all'interno della scuola la preside abbia cercato di intimorire alcuni studenti colpevoli di aver contattato il nostro movimento, ovvero di aver difeso i diritti degli studenti. Con questa manifestazione di protesta abbiamo voluto dimostrare che alcuni studenti non si arrendono di fronte agli atteggiamenti prepotenti di presidi e professori e che sono sempre schierati al fianco degli studenti al quale mandiamo il nostro messaggio di lotta e coraggio".

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