mercoledì 18 novembre 2015

Usò i soldi di An per spese personali, La Russa a rischio processo

Ignazio La Russa indagato per peculato
Ignazio La Russa, parlamentare milanese di Fratelli d'Italia, è indagato con l'accusa di peculato a Roma. La 
(G.p)Procura della Repubblica capitolina ha chiuso le indagini e si prepara alla richiesta di rinvio a giudizio. L'esponente politico di Fdi avrebbe utilizzato circa 38 mila euro dai fondi di Alleanza Nazionale tra il 2004 ed il 2010, secondo accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza sul patrimonio del Partito. Il deputato, interpellato dalla stampa ha fatto una diversa ricostruzione: la carta di credito era alimentata non con rimborsi elettorali, ma con fondi di utilizzo assolutamente discrezione e privi di obbligo di rendicontazione, dichiarandosi colpito e molto rattristato, per poi precisare che le spese di quella carta sono sempre state di carattere politico. Il sito di informazione direttanews.it, con un interessante articolo che proponiamo per intero, ci racconta questa storia.
Usò i soldi di An per spese personali, La Russa a rischio processo


Il parlamentare di Fratelli d’Italia ed ex ministro della Difesa Ignazio La Russa rischia il processo per peculato: secondo l’accusa avrebbe utilizzato 38 mila euro in sette anni, appropriandosene direttamente attingendo dalle casse di Alleanza Nazionale. In base agli accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza sul patrimonio di An, sarebbe emerso che La Russa avrebbe utilizzato, tramite una carta di credito, fondi scaturiti da rimborsi elettorali affluiti su un conto corrente aperto al Banco di Napoli.
Nello specifico quei fondi sarebbero stati usati per alcuni voli aerei, ma anche per abbonamenti a Sky e acquisti nelle gioiellerie e bigiotterie del centro di Roma. Già in passato, quando era ministro, La Russa era stato indagato dalla Corte dei conti per peculato in relazione all’utilizzo di voli di Stato per recarsi alla partita Inter-Schalke 04 del 5 aprile 2011. L’esponente storico della destra italiana, interpellato da ‘Il Fatto Quotidiano’, ha però respinto ogni addebito: “Sono 40 anni che faccio politica e sono considerato un maniaco della trasparenza”.
La Russa ha aggiunto: “Quella carta di credito era utilizzata dall'intero gruppo parlamentare. Non è una carta che avevo nel mio portafoglio. Non che io voglia scaricare assolutamente la responsabilità sui colleghi, ma spiegherò tutto alla procura. È una carta che chi ha usato, l’ha usata in base a direttive del gruppo preesistenti a me, o che ho dato io. Me ne prendo comunque la responsabilità politica, ma io non l’ho mai strisciata”.
Entrando nello specifico, l’ex ministro ha spiegato che gli abbonamenti Sky sono “contratti fatti per le televisioni che c’erano negli uffici del gruppo An in via degli Uffici del Vicario 21. Ce n’erano almeno due di abbonamenti”. Per gli acquisti in bigiotteria, “saranno sicuramente riferite ai regali per qualche matrimonio dei parlamentari. Anche quando mi sono sposato, nel 1997, il gruppo mi ha fatto un regalo. So che ci sono un paio di negozi, storicamente sempre gli stessi ai quali si ci rivolgeva. Io non ci sono mai andato”.

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