mercoledì 18 novembre 2015

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Ragazza aggredita al Vomero, scambio di accuse tra antagonisti e Casa Pound

(G.p) Una ragazza diciassettenne, militante del collettivo Je so' pazzo Ex Opg occupato è stata aggredita, ieri sera, a via Caldieri, da un uomo sulla quarantina, mentre tornava a casa.
La ragazza avrebbe riconosciuto il suo aggressore in un militante di Casa Pound Napoli che alcuni giorni prima l'avrebbe importunata.
I compagni del collettivo Je so' pazzo nella mattinata di oggi hanno diffuso la notizia dell' aggressione ai danni della giovane militante precisando che si tratta di un gesto grave e vile, messo in atto da quattro uomini, di cui uno sicuramente adulto ed armato, contro una ragazza inerme, colpevole solo di essere, per i capelli e l'abbigliamento, identificata come un'attivista dei collettivi studenteschi.
Immediata è arrivata la replica di Casa Pound che afferma trattarsi di accuse infamanti.
Per dovere di cronaca, pubblichiamo due articoli sul brutto episodio di violenza. Il primo, pubblicato da ilgiornalesociale.it diretto da Giuseppe Manzo, che per primo, ha informato l'opinione pubblico su questa episodio di cronaca nera, e la smentita da parte di Casa Pound Italia


 Napoli, aggredita 17enne: violenza sessista.


Presa e sbattuta con violenza contro un muro. Poi con un coltello le ha lacerato il collo e attuato molestie sessuali.  Poco distanti altri tre uomini osservavano la scena e controllavano che nessuno si avvicinasse: solo le sue grida hanno permesso di far dileguare gli aggressori. Il brutto episodio è accaduto ieri sera a Napoli, nel quartiere Vomero, ai danni di una studentessa 17enne. È la cronaca di un’ennesima violenza a una settimana dalla Giornata mondiale mentre  il rapporto Rosa Shocking afferma che 1 maschio su 4 under 30 pensa che la violenza su una donna sia dovuta al “troppo amore”.
 Nell' episodio di Napoli, però, un’ulteriore fattore. La ragazza ha riconosciuto nel suo aggressore un esponente dell’organizzazione neofascista Casa Pound. Inoltre la studentessa è attiva in un Collettivo studentesco che ha diramato una nota in cui non solo si condanna l’accaduto ma si spiegano le preoccupazioni di una escalation di violenza politica:

“Un’aggressione sessista, volta a traumatizzate una giovane donna. Un’aggressione riconducibile a Casa Pound, che nelle settimane passate aveva promesso – addirittura con minacce sui social network – “vendetta” contro i ragazzi dei collettivi che nel corso di un’iniziativa di pulizia della zona antistante alla succursale del Pansini, avevano “osato” stracciare degli striscioni inneggianti all’odio e al razzismo”. I giovani hanno postato sulla loro pagina facebook le minacce di alcuni esponenti dell’organizzazione di estrema destra pubblicate alcune settimane fa. A Napoli, purtroppo, questo è l’ultimo di tanti episodi violenti che vedono protagonisti i coltelli maneggiati dai militanti neofascisti.

Stamattina i compagni di scuola, gli insegnanti la famiglia e la stessa ragazza saranno nella piazza adiacente al luogo dell’aggressione per denunciare quanto accaduto.

Napoli, 18 novembre- "Apprendiamo, ancora una volta, che, privi di contenuti politici ed in cerca di una spicciola visibilità, i compagni dell'"Ex Opg - je so' pazzo" hanno diffuso un comunicato stampa in cui accusano CasaPound Italia di aver compiuto una aggressione ai danni di una studentessa di 17 anni, ieri sera nel quartiere Vomero.

 - afferma CasaPound Italia in una nota - e tanto meno ci interessa seguire le orme di chi, alla ricerca disperata di una visibilità che non ha, rivolge accuse false ed infamanti contro i propri avversari politici".

"La sicurezza dei cittadini, o in questo caso l'insicurezza - prosegue CasaPound - non è di certo riconducibile alla presenza sul territorio dei nostri militanti, quanto piuttosto all'incapacità di gestione dell'ordine pubblico del sindaco De Magistris e del Prefetto, occupati in una perenne ed infruttuosa campagna elettorale. Non siamo quindi disposti a restare inermi ed a subire calunnie gravissime ed infamanti - conclude la nota - da parte di chi non ha più alcuna reale battaglia politica da condurre. Adiremo pertanto le vie legali contro chiunque abbia infamato e calunniato il nostro movimento, menzionando addirittura una molestia sessuale, e sporgeremo denuncia contro chi ha inventato la nostra partecipazione ad un simile episodio.

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