domenica 1 novembre 2015

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Note poco note/3. Fabrizio Marzi : il De Andrè di destra

(gp) Per la terza puntata della rubrica note meno note, il collega Alessandro Alberti, autore di Radio Alternative, interessante libro sulla storia delle radio libere di destra ed esperto di musica alternativa dagli anni 60 ai nostri giorni, in esclusiva per i lettori di fascinazione.info ci parla di Fabrizio Marzi definito il De Andrè di destra, descrivendoci la sua carriera artistica ed il suo impegno politico. Un artista che avrebbe potuto avere maggiori fortune. Negli ultimi anni sono state rare le sue esibizioni. Nella speranza che possiamo vederlo dal vivo suonare la sua chitarra, Alessandro Alberti ci propone anche una sua canzone Un uomo da perdere.
PS (umt). La canzone scelta da Alessandro Alberti è stata già oggetto di dibattito in queste pagine, agli albori di Fascinazione. Con un intervento dell'autore del testo, Walter Jeder, che, replicando a un commento in un post precedente di "Mario", il sapiente di turno, offriva l'interpretazione autentica di quei versi, dedicati alla scomoda figura di Giancarlo Esposti.

Tra gli esponenti più rappresentativi della Musica Alternativa vi è di diritto il cantautore piacentino Fabrizio Marzi. Definito per il suo timbro di voce baritonale il De Andrè della destra, inizia molto presto a suonare la chitarra, traendo ispirazione proprio dai cantautori della scuola genovese come lo stesso De Andrè, Tenco, Bindi e Lauzi.
Laureatosi in medicina veterinaria nel 1976, inizia gradualmente il proprio percorso artistico. Inizialmente interpretando brani musicali di altri autori,  successivamente musicando i testi del cugino Walter Pancini in arte Jeder. Sarà anche molto attivo nell'ambito dell'emittenza radiofonica di destra collaborando con altri militanti a Radio University la voce della destra milanese. Con il marchio Erreu della Radio inciderà nel 1978 il suo unico ma importante LP intitolato Zoo. Nel disco si evidenziano brani dal contenuto politico e sociale, spesso conditi da ironia graffiante come Topo rosso, Botti Beppe o altri più intensi come Canzone per l'Europa e Bandiera. Oltre che alla bella canzone Un uomo da perdere.
Con questo album,  Marzi sarà il primo cantautore di musica alternativa ad incidere un LP. In una sala di incisione professionale di Milano (Rogson). L'album fu registrato a tempo di record in tre giorni, anche per via delle limitazioni economiche. Malgrado ciò il risultato fu eccellente.  Il disco infatti ebbe una notevole quantità di estimatori e venne trasmesso dalle Radio Alternative di tutta Italia. Da sottolineare che come tanti autori e gruppi di destra Fabrizio Marzi ebbe il suo esordio ufficiale l'anno prima della registrazione del suo LP, esattamente nel contesto del primo Campo Hobbit che si tenne a Montesarchio nel beneventano l'undici e dodici giugno del 1977,  sotto l'attenta regia del l'indimenticabile Generoso Simeone padrone di casa e organizzatore dell'evento.
L'anno successivo l'artista sarà presente al secondo Campo Hobbit dove riproporrà le sue canzoni. Precisamente a Fonte Romana in Abruzzo. Nel 1979 darà alle stampe il suo 45 giri con i brani Giovinezza e Una canzone per vincere. Il brano Giovinezza sarà dedicato dall'autore al giovane Stefano Recchioni militante del Fronte della Gioventù e membro del gruppo musicale Janus,  ucciso da un colpo di pistola sparato ad Acca Larentia  a Roma,  insieme ad altri due militanti del Fronte Francesco Ciavatta e Franco Bigonzetti  colpiti mortalmente alle spalle da raffiche di mitra proprio davanti alla sede del MSI. Successivamente Marzi si dedicherà al giornalismo ma continuerà a comporre brani.
Tutto il suo lavoro di autore verrà raccolto diciotto anni dopo in un unico cd che conterrà Zoo,  i due brani del 45 giri e tre inediti: Sessantotto, Epitaffio, Lontana. Seguiranno apparizioni sempre più sporadiche ma molto partecipate. I suoi sempre più rari concerti saranno seguiti sempre da un pubblico entusiasta.
Nelle ultime apparizioni proporrà oltre alle sue canzoni anche brani di Fabrizio De Andrè.
La sua capacità di interpretare oltre che di musicare con bravura assoluta testi di importante levatura artistica oltre che  politica,  fanno di Fabrizio Marzi uno degli esponenti più bravi, eclettici e capaci della Musica Alternativa.  Un artista che avrebbe potuto avere un successo anche maggiore.  Ma che preso da altre passioni e interessi ha  scritto comunque una pagina importante.  La speranza è che possa comunque ritornare a cantare.  Proprio per la sua indiscutibile capacità.

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