giovedì 12 novembre 2015

Azione Nazionale è la nuova An dei quarantenni, spauracchio per la Meloni?

(G.p) Lunedì 9 novembre è stata presentata, a Roma, Azione Nazionale, movimento degli italiani per riaggregare le varie anime dell'italica destra, partendo da una rete civica fortemente radicata nei singoli territori. L'operazione politica, a detta degli aderenti ad Azione Nazionale, arriva a coronamento di un duro lavoro svolto dal Forum Destra, la rete che ha raccolto a sé ben 30 associazioni del variegato mondo della destra.
Il collega Maicol Mercuriali, dalle colonne del quotidiano economico, giuridico e politico Italia Oggi, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci descrive la nascita, gli obiettivi politici, gli eventuali alleati di Azione Nazionale.

Il movimento è Azione Nazionale. Il suo acronimo (An) è identico ad Alleanza Nazionale.
E' pieno di ex An ma non è Msi. Piace a Fitto. Mentre non fa salti di gioia la Meloni.


L'acronimo è di quelli cari alla destra italiana: An. Ma non è la riesumazione della creatura fondata e poi sepolta da Gianfranco Fini . Qui si tratta di Azione Nazionale, associazione nuova di zecca presentata lunedì scorso dopo che il centro destra sull'asse tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni ha avviato il primo passo per tornare unito.
La nuova An, però propone un discorso diverso, con una generazione di quarantenni in rampa di lacio e alcuni politici di lungo corso in seconda fila( almeno per il momento).
I promotori ripetono che non si tratta di un partito ma che vogliono colmare un vuoto nella politica, rivendicano l'essere movimento, puntano sul radicamento nei territori, sull'ascolto della gente, si dicono lontani da leadership prestabilite ed interessati ad alleanze con eventuali liste civiche.
Quasi quasi sembrano voler ricalcare il meet up di Beppe Grillo, i primi mattoni sui cui è stato costruito il Movimento 5 Stelle.
Chiamarli grillini di destra, però, è un azzardo, ma An vuole scombinare schemi e liturgie a cui una certa parte politica è abituata.
L'ex missino Pasquale Viespoli sottosegretario con Berlusconi premier, è il presidente di Azione Nazionale, mentre per il momento l'ex ministro ed ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, l'ex governatore calabrese Giuseppe Scopelliti  (Pdl e poi Ncd) e Roberto Menia ( coordinatore di futuro e libertà) restano in secondo piano, ma nel comitato direttivo sono ben rappresentati dai quarantenni alla teste del movimento.
Il portavoce di An è Fausto Orsomarso,consigliere regionale in Calabria, al secondo mandato, attualmente nel gruppo misto, ma eletto nelle fila di Forza Italia.
L'associazione non vuole essere l'ennesimo partitino ad uso e difesa di qualche seggio in Parlamento, scrive il politico calabrese sulla sua pagina facebook, ma nasce per la difesa della politica dei territori.
Esistono un centro destra ed una destra plurale e diffusa che da Bolzano a Messina, dopo lo scioglimento del Pdl, sono rimasti senza un luogo per il ragionamento ed il dibattito e dove soprattuto essere ascoltati.
I comuni e le regioni dove ci candidiamo e veniamo eletti, raccogliendo le preferenze, vengono prima di qualsiasi leader che si candida a rappresentare il consenso ricevuto. Non basta un tweet e non ci sono ricette simili che valgono per Milano, Cosenza o Roma. Non vale né prima il Nord, né prima il Sud, ma prima l'Italia.
Con Orsomarso a guidare l'associazione ci sono tra gli altri Mario Ciampi( segretario generale di Liberadestra, altra creatura finiana) Marco Cerreto, (membro della direzione nazionale di Fratelli d'Italia) , Andrea Santoro, consigliere comunale a Napoli per il Ncd, Gianluca Vignale, (consigliere regionale di Forza Italia in Piemonte) e Alessandro Urzì( che ha mancato per un soffio l'elezione a sindaco di Bolzano per il centro destra)
La nascita di An è stata ben accolta dai Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, per loro si tratta di un altro gruppo che rompe il fronte berlusconiano appiattito sulla Lega Nord, mentre la Meloni non fa certo salti di gioia. Tutt'altro. Con le elezioni di Roma alle porte un gruppo che ambisce a riunire la destra non gioca certo a suo favore.

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