martedì 13 ottobre 2015

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Salvini sbarca al Sud ma rischia di "perdere" Piemonte e Veneto


(G.p)Il felpato Matteo Salvini, aspirante candidato premier ad ipotetiche primarie del centro destra,da oltre un anno, sta cercando di allargare geograficamente il bacino elettorale del carroccio grazie alla nascita di Noi con Salvini costola centro meridionale della Lega Nord per l'indipendenza della Padania.
Una brillante operazione che ha aumentato il potenziale elettorale di una Lega che ad oggi vanta sondaggi che la quotano tra il 14 ed il 16% dei consensi. Solo a Roma, in un'eventuale corsa al Campidoglio al Carroccio viene attribuito un risultato a due cifre, con oltre il 16% dei consensi.
Un consenso, quello centro meridionale che potrebbe costare qualcosa al felpato Salvini visto che esiste uno zoccolo duro, all'interno della Lega, composto da militanti lombardi e veneti che rumoreggia temendo che il movimento possa perdere la sua ragione d'essere originaria che possiamo riassumere in uno slogan coniato dal senatore Volpi, responsabile di Noi con Salvini, prima il Nord.
Dalle colonne de il Giornale, il collega Adalberto Signori ci descrive la situazione dell'arte in casa Lega Nord con un interessante articolo che proponiamo nella sua interezza.

Salvini sbarca al Sud ma rischia di "perdere" Piemonte e Veneto.  La Lega vanta sondaggi  da 15% nazionale e più



Si allarga al Centro e al Sud la Lega di Matteo Salvini. Sempre più deciso ad ampliare il bacino elettorale del Carroccio con una strategia curata nei minimi dettagli: dalle dichiarazioni non più «padanocentriche» al nuovo movimento Noi con Salvini, fino alla Scuola di formazione politica della Lega i cui corsi si terranno tra Milano e Roma.
E la prima sede ad essere inaugurata, proprio ieri alla presenza del segretario del Carroccio, è stata quella capitolina.
Un'operazione, quella di Salvini, che ha decisamente aumentato l'elettorato potenziale di una Lega che oggi vanta sondaggi che la quotano oltre il 15% nazionale. Solo a Roma, per dire, in un'eventuale corsa al Campidoglio gli viene accreditato un inaspettato 16%. Un consenso che potrebbe però avere qualche costo se è vero che lo zoccolo duro del Carroccio rumoreggia temendo che il movimento perda di vista la sua ragion d'essere originaria: la difesa degli interessi del Nord. Una questione, questa, molto discussa nelle feste sul territorio e pure sui social , Facebook in particolare. E che potrebbe condizionare la stagione congressuale della Lega, apertasi proprio ieri a Milano con l'elezione del nuovo segretario provinciale (Davide Boni) e con le primarie interne per individuare i 500 delegati che il 21 novembre parteciperanno al congresso nazionale della Lombardia (in Lega le regioni sono equiparate a nazioni). Su 10mila iscritti militanti (diversi dagli iscritti ordinari che non hanno diritto di voto) si sono presentati in quasi 8.500 e circa il 95% si è espresso a favore di Paolo Grimoldi, candidato unico alla segreteria lombarda. Anche sa sarà formalizzata solo il mese prossimo, la sua elezione è dunque scontata.
Se Grimoldi è storicamente vicino a Salvini (anche se pare che il suo entourage abbia tentato di boicottarne la candidatura per mesi), diversa è la situazione che si va profilando in Piemonte e Veneto, altre regioni che andranno a congresso entro fine anno. Nella prima, infatti, è in pole position Gianna Gancia, moglie di Calderoli, che Salvini ha inutilmente provato a dissuadere dal candidarsi in un recente faccia a faccia. Mentre il salviniano Riccardo Molinari non avrebbe alcuna chance . Stesso spartito in Veneto, dove l'eurodeputato Lorenzo Fontana, anche lui sponsorizzato da Salvini, è dato perdente. Per la segretaria della Liga, infatti, scommettono tutti - Luca Zaia compreso - su Giannantonio Da Re.

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