sabato 3 ottobre 2015

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La comunità ebraica napoletana bacchetta De Magistris: CasaPound ha diritto di esistere

Dopo gli scontri dell'altro giorno a via Foria, che secondo la polizia sarebbero stati innescati da un tentativo di assalto degli antagonisti contro la sede di CasaPound il sindaco di Napoli nLuigi "Giggino" De Magistris non ha perso occasione per ribadire il suo radicale antifascismo. E si è beccato una clamorosa confutazione. Il servizio di Giammaria Roberti è stato pubblicato da Metropolis, il quotidiano dell'area torrese stabiese da pochi giorni sbarcato nel capoluogo.

Gli ebrei napoletani: Loro sono fascisti ma il sindaco sostiene gli estremisti palestinesi

Tra la comunità ebraica di Napoli, gli ambienti filo israeliani locali, da una parte, e Casapound dall'altra, c'è un solco che non si potrà mai cancellare. Le relazioni sono al grado zero, e nessuna diplomazia potrà avvicinare due mondi agli antipodi. Nessuno però si spinge ad invocare tolleranza zero verso i militanti di estrema destra. “Casapound è presente in quasi tutte le città, d'altronde se si comportano democraticamente non c'è alcuna preclusione” afferma Pier Luigi Campagnano, presidente della Comunità Ebraica locale. “Possiamo non essere d'accordo, ma in democrazia - dichiara - ognuno ha le sue idee”. Campagnano non ritiene un'iperbole la definizione “nazifascista” affibbiata da de Magistris agli esponenti del movimento intitolato al poeta americano. “Loro sono di quella tendenza”. Sono parole ispirate dal pragmatismo, come quelle di Daniele Coppin, altro membro della comunità. “Casapound – afferma – ha una posizione abbastanza estrema su tutta una serie di questioni, a cominciare dall'immigrazione. E' una formazione di estrema destra, ma forse ascriverla al nazifascimo è eccessivo. Fascisti però sì”. Coppin però opera un distinguo. “Il problema si pone anche rispetto a chi assegna certe etichette. Non dimentichiamo - dice - che anche il sindaco si fa portatore di posizioni estremiste, anche se ovviamente di segno opposto, che lo hanno indotto a conferire la cittadinanza onoraria ad Abu Mazen, negazionista dell'Olocausto”. L'esponente della comunità ebraica osserva che “non è un bel momento per noi, si fronteggiano opposti estremismi. E non c'è solo Casapound a favorirli. Anche gente come Salvini, Grillo e lo stesso de Magistris fanno la loro parte”. Citando Flaiano (“ In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”), Coppin suggerisce di non usare la clava con il movimento presieduto da Iannone. “Sono di idee completamente opposte – spiega – ma se non commettono reati, hanno il diritto di esserci”. Ma a Napoli intravede un pericolo antisemitismo? “Il pericolo latente è trasversale c'è sempre – risponde Coppin – E aumenta man mano che passa il tempo dalla Shoah. Intravedo questo rischio in Italia e in Europa. A Napoli c'è un antisemitismo travestito da antisionismo, che trova sponda in tanti ambienti”. Coppin cita gli umori dei social network, dove alcuni politici veicolano l'ostilità per la politica di Israele con un linguaggio che sfocia nell'avversione per l'ebraismo. E rievoca i manifesti apparsi tempo fa nel centro di Napoli e al Vomero, dove il governo di Tel Aviv era raffigurato come un rabbino, che aveva una svastica tatuata. “Rimasero sui muri per una settimana, nell'indifferenza generale”. Toni moderati usa anche Francesco Lucrezi, segretario dell'associazione Italia-Israele e docente di diritto ebraico all'Università di Salerno, che si richiama alla “vigilanza democratica” su tutti gli estremisti. “Non c'è bisogno di essere vicini al popolo israeliano per prendere le distanze da Casapound – afferma lo studioso – basta essere amanti della democrazia e della Costituzione. Ma ogni estremismo è pericoloso, e quello di destra non ha il monopolio delle radici violente. Penso anche ad alcuni centri sociali di sinistra”. Lucrezi ricorda che in Italia non è reato proclamarsi fascisti, e “Casapound senza dubbio è neofascista”, ma solo ricostituire il Pnf di mussoliniana memoria. Il docente parla della “tolleranza di ogni democrazia verso le forme solo verbali di violenza”. E reputa una “extrema ratio” il ricorso alle legge, preferendo delegare la vigilanza democratica a “scuola e società civile”. Lucrezi però ribadisce il giudizio su Casapound (“vorrei non esistesse e che fosse colpita in presenza di reati”) ma se si pensasse di scioglierla magari “gli si farebbe un piacere”. Anche lui esorta a non sottovalutare il fenomeno dell'antisemitismo “in crescita in tutto il mondo, dalla Francia alla Gran Bretagna, dove il neo leader laburista Corbyn si circonda di antisemiti, per non parlare del Medio Oriente”. Napoli “resta una città aperta al prossimo. Tuttavia – aggiunge il giurista – Certe espressioni dell'antisionismo confinano con l'antisemitismo. E il sindaco, con certe forzature, non giova agli atteggiamenti equilibrati”.
Gianmaria Roberti
fonte: Metropolis

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