martedì 7 luglio 2015

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Scafati, università islamica: Noi con Salvini pronti alle barricate


  L’'Università Islamica d’'Italia potrebbe aprire nel settembre del 2016 una sede a Scafati, in provincia di Salerno.  Giampiero Khaled Paladini, presidente della UnIslamItalia di Lecce, ha fatto arrivare a Pasquale Aliberti, sindaco della cittadina salernitana, una richiesta d'incontro per sottoporgli la richiesta di insediamento di un dipartimento dell'ateneo salentino nel Real Polverificio, costruito da Ferdinando II di Borbone nel 1852, di proprietà del comune.

Una richiesta che ha scatenato polemiche in città da parte di Noi Con Salvini, costola centro meridionale della Lega Nord che con il suo portavoce provinciale, Mariano Falcone, già consigliere comunale, annuncia : faremo barricate.

Questa storia ce la racconta il collega Adriano Falanga, nell'edizione on line di Cronache del Salernitano, giornale diretto da Tommaso D'Angelo con questo articolo che riporto integralmente

Scafati. “Università islamica? Pronti alle barricate”


Faremo le barricate”, è così che Mariano Falcone, segretario provinciale di “Noi con Salvini” e scafatese, commenta la notizia di un’Università Islamica nei locali del Polverificio Borbonico.
Nei giorni scorsi, Giampiero Khaled Paladini, imprenditore leccese convertitosi all’islam, ha inviato un’email al sindaco Pasquale Aliberti: “Avremmo piacere di incontrarLa per discutere una eventuale collaborazione che veda la ex Polveriera al centro delle nostre attività che attirerebbero sulla vostra città gli interessi di molta parte del mondo Medio Orientale non solo di carattere culturale ma anche imprenditoriale”. Tace Palazzo Mayer.
“Penso che ci fermeremo alla semplice richiesta – aggiunge Falcone – Non credo che il sindaco la prenda in considerazione. Sarebbe una cosa grave”.
A Scafati la comunità islamica è la più numerosa tra le nazionalità non italiane regolarmente residenti. Nel 2013 l’Istat ha registrato 2.053 stranieri, il 4,03% della popolazione. Tra questi 703 (37,29%) sono di nazionalità marocchina, seguiti da ucraini, cinesi e romeni. La comunità islamica attualmente si riunisce in preghiera presso la Moschea di via Cesare Battisti, da loro autogestita. Sembra che i referenti locali siano intenzionati a chiedere la disponibilità di locali comunali per il loro culto, almeno da risparmiare i costi dell’affitto.
“Se ci fosse disponibilità di locali – aggiunge ancora Mariano Falcone – questi vanno dati ad associazioni italiane che operano sul territorio. Niente in contrario all’esercizio del loro culto ma provvedessero a farlo a loro spese rispettando le normative di legge”.
Infine, l’ex consigliere comunale del Pdl ammonisce: “invito le autorità a vigilare su predicatori e fedeli”.

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