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Riaperte le indagini sull'uccisione di un poliziotto 30 anni fa: c'è un legame con il fallito sequestro del cassiere di Mokbel

Giovanni Di Leonardo, agente scelto della Stradale di Roma, aveva 34 anni quando venne ucciso il 1 Maggio 1985 in un agguato. Il sito dedicato ai caduti della polizia così ricostruisce la vicenda:
Intorno alle due del mattino la pattuglia della Polizia Stradale della quale l’agente scelto Di Leonardo era capo equipaggio stava percorrendo l’autostrada A24 nei pressi dello svincolo di Castel Madama quando gli agenti notarono un’autovettura  Volkswagen Golf ferma con le luci di posizione accese sulla corsia di emergenza, con due uomini accanto che fecero loro segno di fermarsi. Quando gli agenti scesero dalla vettura i due giovani, insieme ad altri due complici usciti da dietro i cespugli circostanti l’autostrada, balzarono sui due agenti. L’autista venne tramortito, mentre l’agente scelto Di Leonardo che aveva cercato di reagire, venne ferito  da un proiettile calibro 45 al polmone esploso quasi a bruciapelo. I due agenti vennero immobilizzati con le loro stesse manette e gettati in un canale di scolo che scorreva lateralmente all’autostrada poi gli assalitori fuggirono, portando con loro anche l’auto dei due agenti e le loro armi. Dopo circa venti minuti l’autista riuscì a risalire sulla strada ed a fermare un automobilista in transito che chiamò i soccorsi. L’agente scelto Di Leonardo morì all’ospedale di Tivoli intorno alle sei del mattino. L’assalto alla pattuglia della Polizia Stradale e l’omicidio dell’agente scelto Di Leonardo vennero rivendicati dai NAR Giovanni Di Leonardo lasciò la moglie e una figlia di due anni.
Questo delitto, rimasto avvolto nel mistero per trent'anni (all'epoca fu indagato senza esito Gianluigi Esposito, il fascio-criminale famoso per la fuga in elicottero da Rebibbia, così come per l'altro delitto di Torvajanica) rispunta da una curva dello spazio tempo. In un articolo abbastanza criptico pubblicato oggi nella cronaca romana del Messaggero, si riparla dell'esecuzione di Di Leonardo, mettendola in collegamento con il delitto della Camilluccia. Da quel fascicolo ingiallito in qualche sottoscala rispunta (e arriva nelle mani del cronista) una vecchia foto ritrovata sul luogo del delitto. Immortala l'abbraccio affettuoso di una coppia di giovanissimi non identificati e il cui legame con il tentato sequestro di Silvio Fanella, finito con la morte del "cassiere di Mokbel", non è chiaro. Evidentemente chi ha riaperto il vecchio file spera così di ottenere l'effetto del sasso in piccionaia...

Di entrambi gli omicidi del 1985 parla Nicola Rao, quasi alla fine del terzo volume di Trilogia della Celtica. "Era la stessa Beretta calibro 9 lungo - mi spiega - e in entrambi i casi i killer si portarono via le armi degli agenti. Quasi una firma: tipico delle azioni dei Nar. Ora, nel 1985, i Nar come struttura e organizzazione non esistevano più, ma evidentemente qualcuno dell'ambiente (un reduce o di nuova generazione) realizzò questi due omicidi rimasti entrambi finora senza colpevole. Informazioni di pochi minuti fa: la Digos di Roma ha riaperto il fascicolo sull'omicidio di Castel Madama e ha trovato questa foto Polaroid che venne rinvenuta per terra vicino all'auto della Polstrada. Di sicuro non era dei due agenti attaccati. Per cui o l'ha persa qualche soccorritore o uno degli attentatori. Altra informazione di poco fa: la Digos ha anche altri elementi che accostano il gruppo di fuoco che ha ucciso Fanella al nucleo che sparò il 1 maggio 1985 sull'autostrada".

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