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Omicidio razzista a Torpignattara, arrestato il padre che fomentò il baby killer e intimidì i testimoni

E' stato arrestato per concorso in omicidio volontario il padre di Daniel, il ragazzo di 17 anni accusato di aver ucciso, lo scorso 19 settembre, un 28enne pakistano nel quartiere di Tor Pignattara a Roma. L'uomo era finito negli ultimi giorni nel mirino dei pm e in procura aveva iniziato a prendere corpo l'ipotesi che fosse stato in qualche misura  "istigatore" del figlio. Il delitto si era consumato di notte, alla periferia romana, in via Ludovico Pavoni. Il giovane era stato subito fermato dai carabinieri per omicidio preterintenzionale. Aveva raccontato di aver incontrato Khan Muhammad Shahzad, ubriaco, nelle vie del quartiere e, dopo uno sputo ricevuto, di averlo spinto e colpito con un solo pugno. Dai primi accertamenti, svolti nella notte da parte del medico legale, però, era subito emerso che il 28enne era stato raggiunto da più colpi sferrati con violenza. Due versioni contrastanti: spintoni e provocazioni da una parte, un pestaggio a freddo dall'altra, raccontato anche da alcuni testimoni oculari. 
Così Repubblica.it sulla svolta delle indagini del delitto di Torpignattara che confermano le nostre anticipazioni: il padre, un pregiudicato di 40 anni, aveva prima aggredito la vittima lanciandogli una bottiglia dal balcone, poi aveva fomentato il figlio a pestarlo e infine era sceso in strada per concertare la linea difensiva e intimidire i testimoni che, invece, lo hanno incastrato  

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