Header Ads


Uomini (e donne) vs sciacalli (2a edizione aggiornata e rivista)

Mentre arriva sulla grande stampa nazionale  l'eco dell'oltraggio alla memoria di Taricone, nel mio piccolo colgo segnali rassicuranti. Nella mia tribù, a fianco agli sciacalli, vivono ancora uomini e donne che ti aiutano a capire come mai, chez nous, fosse tanto diffusa l'idea (ormai circoscritta a sparute comunità di irriducibili) di un'intrinseca superiorità morale della sinistra.

Delle battute infami avevo scritto in un precedente post, ripreso da Geppina Landolfo sul "Roma" di ieri, e, grazie al cielo, sono stati numerosi i commenti nella mia pagina di facebook (dove l'interazione è molto più veloce e dinamica) tra ferma condanna e netta presa di distanza dal rigurgito beluino. Ve ne voglio riproporre qualcuno, che trovo particolarmente rappresentativo di una variegata composizione generazionale (dai 30 ai 50 anni), sociale (da proletari a intellettuali) e geografica (da Milano a Potenza).
E. è un ex detenuto politico milanese, che si è fatto un bel po' di anni di carcere per l'omicidio di un fascista:

Provo vergogna veramente....di solito i più sguaiati e assatanati a chiacchiere sono oltrettutto i più rifarditi nei fatti...se avessi un centesimo per ogni volta che un chiacchierone "di sinistra" ha gridato morte al fascio sarei miliardario....
F. è un ingegnere napoletano emigrato al Nord, di vecchia scuola berlingueriana:
Noi con i fascisti facevamo a mazzate o peggio, ma c'era comunque rispetto anche con le cape spaccate. Questi inneggiano a una fatalità senza alcun rispetto per un ragazzo morto e sono sicuro che se dovessero scontrarsi davvero si cacherebbero sotto. Sò povr'uommene!
I. è una giornalista romana, molto militante, assai antifascista ma poco dogmatica:
senza parole...odio dovunque...persino contro Rina [Gagliardi] che se ne è andata ieri...tale Gavriel Segre - e lo sapete tutti che sono filoisraelliana - scrive: possa la sua lurida anima imputridire all'inferno. amen". E da un'altra parte dicono di noi che siamo nelle mani dei servizi e a quel vecchio compagno "di togliersi dalle palle". Io non capisco più niente. ma che sta succedendo? su questa storia dell'odio e del livore e della volgarità e pure dello schifo dobbiamo pensarci di più...
S. è un cassintegrato della provincia di Caserta, sindacalista dei Cobas, l'Arianna Ciccone dei poveri, si Sansonetti licet componere Minzolini. E' stato infatti lui a lanciare su Facebook - con un notevole eco su blog e carta stampata mainstream - la campagna contro Sansonetti e compagni per l'appello in difesa del diritto di manifestare per il Blocco studentesco. E' di casa nella mia bacheca dove alterna comunicati di lotte sociali e ambientaliste a lamentazioni sul silenzio degli intellettuali di sinistra quando le vittime della violenza sono i compagni:
"Provo vergogna per le parole miserabili pronunciate nei confronti di Pietro Taricone; per me queste persone non sono certo compagni. Non mi importa se era di casapound o meno, sta di fatto che sui morti non si osa, mai. Lo dico da antifascista militante, non ambiguo e fiero oppositore di questa nuova "giovinezza del potere"; chi ci conosce e sa quello che facciamo con gli operai e nei quartieri popolari, non può certamente accusarci di "abbocamenti" 
R. è un'infermiera impegnata nel sindacato:
credo che la politica c'entri poco con la morte, questa è un destino dell'uomo; non una punizione..la mamma dei cretini è sempre incinta. Un inciso, sono comunista anche io, ma mi vergogno di certe cose. Davvero.
G. è un laureato in legge sammaritano, comunista ma appassionato ascoltatore dei 270 bis:
"Personalmente sono per l' Umanità, come parte di essa e come persona che non è mai ripartibile nè riproducibile. Proprio per tale motivo non posso dileggiare la morte di alcuno".
Nessun dileggio per i morti, hai ragione. Ma una pernacchia per questi cani morti che si sentono leoni dietro una tastiera e sono solo dei miserabili lo possiamo fare?

PS: Nella discussione su facebook affiora un altro punto di vista di "sinistra": fermo nella condanna del dileggio ma altrettanto rigorosamente attestato a difesa dei valori e dei riti dell'antifascismo. Ne parleremo nel post di domani mattina.

2 commenti:

  1. Grazie Ugo. Il sange ed i morti non hanno colore. Purtroppo sono tali. Ho espresso in un commento agli "Altri" il cordoglio per la scomparsa di Rina Gagliardi. Tu come alltri conosci il mio pensiero, ma come ho scritto, davanti ad una grande Donna ed una grande giornalista, non si si può che chinare il capo e pensare alla perdita di chi avrebbe ancora potuto dare tanto. Delle iene non voglio parlare...si commentano da sole..Un caro saluto

    RispondiElimina
  2. Con un pò di freddezza, proviamo invece a fare un altro ragionamento.

    Condanno ogni disumanizzazione che c'è stata su internet (ed ovunque), da parte di chiunque, nei confronti di Taricone, la cui morte (umanamente) mi ha toccato come quella di chiunque altro.

    La reazione è però direttamente legata alla eccessiva sovraesposizione mediatica data da alcuni media (in primis il tg1) alla vicenda, mentre passava in secondo piano la condanna in appello a Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, sentenza che apre sul buco nero della storia italiana degli ultimi decenni.

    Nel tritacarne mediatico Taricone ci è finito perchè non era giustificabile il tentativo di emotivizzare decine di milioni di persone per un personaggio che al massimo viene ricordato per l'edizione del GF di 10 anni fa.
    E' normale quindi che si vada a spulciare sulla sua vita e (piaccia o no) le frequentazioni con formazioni politiche o persone di idee neonaziste (come Boccacci) fanno discutere, sopratutto sul merito di attribuire un carattere "nazional-popolare" ad una delle migliaia di facce del circo mediatico.

    I social network ed il web sono l'unico spazio di discussione democratica esistente oggi in Italia, dove ci si incontra anche tra sconosciuti, e credo che l'eccesso di livore sia da attribuire principalmente al fatto che in Italia lo schermo mediatico si sta rompendo e molti incominciano a capire che sono stati presi per il culo.

    Cosa pensereste se domani i finiani facessero la scissioni ed il telegiornale aprisse per 10 minuti sulla eventuale morte (naturalmente è un esempio) di Flavio Montrucchio? (non mi dite che non sapete chi è a questo punto...)

    E' legittimo che qualcuno si interroghi se tanto spazio mediatico sia normale oppure no?

    RispondiElimina

Powered by Blogger.