Decine di saluti romani a Dongo, in centinaia cantano Bella ciao
Stefania Passarella per l’ANSA
Dal Lago di Como a Predappio. All'indomani del 25 aprile, neofascisti e nostalgici si sono radunati per ricordare la morte di Benito Mussolini (la data esatta è il 28), sfoggiando camicie nere, simboli fascisti e saluti romani. Nelle stesse ore a Torino una targa partigiana subiva l'ennesimo sfregio, incendiata non da vandalismo ma - per la sinistra - da un "gesto fascista".
La liturgia nera è iniziata di buon mattino a Dongo: alcune decine di militanti si sono schierati di fronte al parapetto del lungolago di Como dove il 28 aprile 1945 i partigiani fucilarono i gerarchi fascisti arrestati mentre fuggivano verso la Svizzera. Puntuali col loro rituale: chiamata del "presente" seguita dal saluto romano.
Ai saluti fascisti hanno fatto da controcanto le note di "Bella Ciao", intonate da centinaia di manifestanti aderenti a un'iniziativa della Cgil cui ha preso parte anche l'europarlamentare Ilaria Salis. Poco dopo a Giulino di Mezzegra, sempre sul Lago di Como, un'altra iniziativa nostalgica - con tanto di benedizione parrocchiale - si è svolta nel luogo in cui, nella stessa data del '45, venivano fucilati Benito Mussolini e Claretta Petacci.
In circa duecento hanno dapprima osservato un minuto di silenzio di fronte a casa De Maria, nella frazione di Bonzanigo, dove il Duce e la Petacci trascorsero la loro ultima notte, poi hanno incontrato il parroco don Ferruccio Ortelli, che sul sagrato della chiesa ha benedetto il labaro dell'associazione combattenti e reduci della Repubblica sociale. Infine il raduno davanti al cancello della fucilazione col "presente" e i saluti romani. Anche in questo caso qualche contestazione ma nessun incidente. Ad essere identificati dalla Digos della questura di Como sono stati alla fine gli antagonisti.
Nessun contraltare a Predappio, sulle colline forlivesi, dove in 150 hanno preso parte al tradizionale corteo verso la cripta del Duce, con corone di fiori e un lunghissimo tricolore a spezzare la monocromia nera d'ordinanza.
Qui, dopo gli interventi delle sorelle Orsola e Vittoria Mussolini, pronipoti del Duce, il rito del presente e una "mano sul cuore" come chiesto dalle eredi. Qualche nostalgico più attempato però al richiamo della mano tesa ha ceduto. In cinque, per il saluto fascista, sono stati registrati dalle forze dell'ordine. Nessuna tensione né presenza ufficiale di Forza Nuova, dopo il contestato convegno-incontro del 25 aprile sull'"antifascismo" costretto a traslocare in una Acli non distante da Predappio, scatenando l'ira di parroco e Diocesi.



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