Viterbo, ultrà ucciso dall'amico per una pipì del cane
A quasi una settimana dall'omicidio di Giovanni Bernabucci, emerge il movente del delitto: Davide Ernesti, amico e vicino di casa della vittima, lo ha accoltellato a morte dopo l'ennesima lite, stavolta scoppiata a causa del cane dello stesso killer. L'animale nella mattina precedente al delitto avrebbe fatto pipì su una scarpa, macchiandola, provocando una serie di litigi fra i due culminati con il delitto nella tarda serata di venerdì scorso, 13 febbraio.
Fu lo stesso Ernesti a telefonare al numero unico per le emergenze dicendo di essere stato aggredito nel suo appartamento da Bernabucci, che fu poi trovato dagli agenti agonizzante sul pavimento, colpito al torace da più di venti coltellate. Sul tavolo, la polizia ha trovato il coltello ancora sporco di sangue.
Secondo le ultime indiscrezioni trapelate, le coltellate sarebbero arrivate al culmine di una lite tra i due che andava avanti dalla mattina, quando Bernabucci – secondo quanto raccontato da Ernesti – lo avrebbe aggredito e spinto giù per le scale dopo che il cane dell’amico gli aveva sporcato una scarpa. (...) Bernabucci, in particolare, avrebbe minacciato di morte il coinquilino, la sua campagna e il loro cane.
Sempre per messaggio, Ernesti si sarebbe sfogato con la compagna, rivelandole l’intenzione di far fuori l’amico, anche a costo di finire in galera. Al suo rientro a casa la sera del 13 febbraio, Bernabucci avrebbe lasciato l’auto accesa nel cortile, con lo sportello aperto, per poi dirigersi verso la sua abitazione, al piano terra, impugnando un coltello. Qui la discussione sarebbe ricominciata, ma Ernesti ha detto di non ricordarsi più nulla di cosa è successo dopo.
FONTE DAGOSPIA



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