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I ragazzi del ciclostile. La Giovane Italia, un movimento studentesco contro il sistema. Il convegno di Napoli

Cosa ha rappresentato la Giovane Italia? I ragazzi in ciclostile, libro di Adalberto Badaloni e Alessandro Amorese, edito da Eclettica, racconta due decenni del più importante movimento giovanile di studenti di destra del secondo dopoguerra. 

Nata a Milano nel 1950, l'Asan Giovane Italia, è stata presente dentro e fuori le scuole italiane, con sindacalismo studentesco, pubblicazioni e giornalini, ma anche con una forte azione di contrasto militante e attivistico contro la preponderante presenza dell'opposta fazione comunista. Un movimento che ha fatto della difesa della Nazione una ragione di vita, pensiamo alla difesa di Trieste italiana a quella dell'Alto Adige, alle proteste anti comuniste per l'invasione sovietica di Praga e di Budapest.

Un movimento che ha riportato nelle scuole e nelle piazze il tricolore, punto serio di riferimento per quei giovani alternativi alla sinistra nelle sue varie forme e alla Democrazia Cristiana. Tutto questo con pochi mezzi a disposizione, tra cui il ciclostile, formidabile strumento di comunicazione e di proselitismo.

Di cosa è stato la Giovane Italia, dei Ragazzi in ciclostile, si parlerà a Napoli, martedì 10 maggio in un convegno organizzato dal Circolo La Contea. A moderare i lavori Mimmo Falco, membro del Corecom, vice presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Sono previsti interventi dell'onorevole  Luciano Schifone, Angelo Ruggiero, Vincenzo Riemma, dell'onorevole Riccardo Pedrizzi, di Adalberto Baldoni e Alessandro Amorese, con testimonianze dell'onorevole  Bruno Esposito e Franco Mormile.

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