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2 agosto 1980-2020: le ragioni di una pigra scelta editoriale


Sto seguendo con una forte sensazione di estraneità lo showdown per il quarantennale della strage di Bologna. Pur non avendo firmato appelli né aderito ai vari comitati innocentisti la mia posizione è sempre stata abbastanza chiara: gli elementi sulla base della quale sono stati condannati Mambro e Fioravanti sono assai vaghi, la loro condanna separata dall'impianto accusatorio del maxiprocesso, articolato su tre livelli (vertici piduisti, cinghia di trasmissione ordinovista, manovalanza spontaneista) è privo di senso. E infatti la nuova inchiesta della Procura generale riparte dal mandato piduista, abolendo la figura degli intermediari. 
Oggi per la prima volta gli "innocentisti" hanno lanciato la sfida, scendendo in piazza. La prima cronaca che leggo, quella di Giuseppe Parente su Napoli, mi dà l'idea di una drammatica semplificazione: le principali personalità presenti sono, infatti, tutte riconducibili a Fratelli d'Italia. E comunque ad avvertire l'esigenza di scendere in piazza sono sparute minoranze. Così come a sfogliare le centinaia di agenzie dedicate al topic trend, fatta salvo l'onore di antichi esponenti di sinistra come Mimmo Pinto che non rinnegano la battaglia innocentista, il tutto finisce per rientrare nella quotidiana logica degli schieramenti contrapposti. Il che rappresenta, in evidenza, un eccellente alibi per la mia componente oblomoviana. 
Ho prodotto nell'arco di dieci anni centinaia di post sulle numerose questioni che da Bologna si dipanano. Normalmente ne avrei riproposto un'essenziale sinossi con un pacchetto robusto di link. Oggi invece per chi ne ha voglia e curiosità invito a usare il motore della ricerca interno al blog. Troverà veramente tanta roba. 

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