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20 luglio 1982: Ludwig massacra a martellate due monaci a Vicenza

Dalla sentenza ordinanza di rinvio a giudizio di Wolfgang Abel e Marco Furlan per i delitti di Ludwig,  il gruppo operativo magico-religiosa fondato a Verona nella seconda metà degli anni 70 e attivo fino al 1984

 I due religiosi Mario Lovato e giovanni Battista Pigato, appartenenti alla comunità del santuario di Monte Berico, furono uccisi in Vicenza, tra le ore 20.30 e le ore 20.45 del 20 luglio 1982, mentre passeggiavano insieme lungo la via Gen. Cialdini, nelle adiacenze del predetto santuario. 
Nel luogo dell'aggressione il personale della polizia scientifica trovò e pose sotto sequestro i seguenti oggetti: 
  • una mazza di ferro di meccanico, marca «Upex», del peso di grammi 1500 e recante la scritta «Din 1041 - 1500», con manico in legno, su cui erano tracce di sostanza ematica: sul manico, al di sopra della parte in alto, cui era impressa la marca, si notava un adesivo tagliato a metà con fondo bianco ed una parte di una indecifrabile lettera. maiuscola (N o Z o R) di colore rosso; 
  • un sacchetto per immondizie contenente un martello del peso di grammi 2000, della stessa marca del precedente: sul manico era attaccato un adesivo, tagliato a forma di goccia, di colore bianco e verde, recante al centro la scritta «Castro»; 
  • un sacchetto di plastica bianca con la scritta «A & 0» ed un timbro della ditta «Sacme» - Malo (VI) tel. 0445 - 52191 - 52660, contenente un secondo sacchetto di plastica marrone scuro con la scritta «Coin»; 
  • un sacchetto della ditta Sacme, uguale al precedente, con all'ínterno un altro sacchetto del Coin, che a sua volta conteneva: una scure con lama larga cm. 11 e lunga cm. 12, e con manico in legno; 
  • una sciarpa in lana colore bordò; 
  • una sciarpa in tessuto tipo scozzese. 
Non furono rinvenute impronte papillari sulle cose suddescritte. Né esse si rivelarono utili per l'individuazione degli autori del gravissimo fatto. Dalla perizia medico-legale, risultò che il Lovato era deceduto immediatamente sul posto dell'aggressione ed il Pigato intorno alle ore 02 del 21 luglio presso l'ospedale di Vicenza. 
La morte di entrambi si verificò per arresto cardiocircolatorio, in conseguenza delle gravissime lesioni cerebrali riportate. I mezzi che produssero le ferite mortali furono identificati in corpi contundenti dotati di particolari caratteristiche quali quelle che posseggono i due grossi martelli trovati sul luogo del delitto. Furono escluse tracce di omosessualità sulle vittime e la presenza sui loro corpi di elementi eventualmente attinenti agli aggressori. 
(...) Secondo il perito, le vittime furono colpite pressoché contemporaneamente da almeno due diversi aggressori, probabilmente provenienti da tergo, e non furono in grado di opporre apprezzabile resistenza. 
Nel corso delle prime indagini di polizia giudiziaria furono raccolte testimonianze su circostanze che potrebbero avere attinenza col delitto. Si tratta delle testimonianze rese il giorno successivo al fatto da Rossi Bortolaso Federica e da Lucano Danilo. 
La Rossi, la sera del 20 luglio, verso le ore 19.45, uscita dal santuario di Monte Berico, notò tre giovani, di 20 - 25 anni, seduti sul muretto situato proprio di fronte alla strada dove, poco dopo, furono assassinati i religiosi. Uno dei giovani aveva, ai suoi piedi, due borse di plastica, una scura e l'altra bianca, che la teste dichiarò simili a quelle trovate sul luogo del delitto. 
1 tre giovani avevano costituzione magra e statura di centimetri 170 - 175. Uno aveva capelli scuri, mossi, lunghi fino alle spalle; uno capelli castano chiari, lunghi e mossi, folta barba e baffi; il terzo aveva capelli scuri, ed era pettinato con riga centrale. 
La sera del fatto, probabilmente subito dopo la sua commissione, Lucano Danilo, mentre si trovava nell'orto della propria abitazione, sita al civico n. 40 di via Gen. Cialdini, vide, da una distanza di circa 10 metri, scendere, con andatura spedita, lungo la strada, in direzione di Gogna, l'uno a breve distanza dall'altro, due giovani, alti 165 - 170 centimetri, di normale corporatura: uno, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, aveva capelli scuri e corti, l'altro, sui 18 - 20 anni, aveva capelli biondi o castano-chiari, ricci od ondulati, lunghi fino alle spalle. I giovani, passando dinanzi al cancello dell'abitazione del teste, continuarono nella loro corsa senza voltarsi dalla parte in cui si trovava il Lucano con i due suoi figli. 
Altre informazioni, non prive di interesse, furono fornite da Mazzini Gianni, Peron Elisa e De Pretto Giovanni Battista. Il Mazzini vide, da una finestra del secondo piano del convento di Monte Berico, il Lovato ed il Pigato, appena usciti dal santuario, procedere in direzione del museo e, a breve distanza da loro, due persone, piuttosto giovani, sedute sul muretto di fronte all'inizio di via Cialdini; erano le ore 20,10 del 20 luglio. 
I due giovani seduti sul muretto furono notati anche dalla suora Peron Elisa verso le ore 20 dello stesso giorno. De Pretto Giovanni Battista riferii, invece, sull'abitudine dei due confratelli uccisi di fare una breve passeggiata serale comprendente anche il passaggio per via Cialdini, preferita per la scarsa circolazione automobilistica e la minore rumorosità. 
Il 23 luglio 1982, cioè a tre giorni dal duplice omicidio giunse alla redazione dell'ANSA di Milano il messaggio di rivendicazione del Gruppo Ludwig, scritto in caratteri runici come i precedenti, del seguente tenore: 
LUDWIG DOPO IL ROGO DI S. GIORGIO A VERONA HA COLPITO DI NUOVO A VICENZA SUL MONTE BERICO SIAMO GLI ULTIMI EREDI DEL NAZISMO IL FINE DELLA NOSTRA VITA E’ LA MORTE DI COLORO CHE TRADISCONO IL VERO DIO GLI AUTOADESIVI CHE ALLEGHIAMO COMBACIANO ESATTAMENTE CON QUELLI APPLICATI SUI MANICI DEGLI STRUMENTI USATI GOTT MIT UNS 
Il messaggio era contenuto in una busta recante il timbro postale «Brescia Ferrovia 27.7.1982». Le parti di autoadesivo allegate combaciavano perfettamente con quelle trovate sul manico dei martelli usati per l'uccisione dei due religiosi.

Fin qui il documento giudiziario. Il delitto di Monte Berico, a cui seguirà pochi mesi dopo l'uccisione di un religioso a Trento, sempre con modalità brutali, rappresenta una fase di passaggio nell'operatività di Ludwig. Nella prima fase i terroristi magico-religiosi si erano dedicati alla "pulizia etnica" dei "reietti (prostitute, gay, zingari, omosessuali). Nell'ultima fase, invece, si passerà alle stragi in luoghi del "divertimento di massa" "corrotto e depravato" (cinema e locali erotici, discoteche).

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