18 luglio 1976. Festeggiano la Liberazione di Arezzo. Uccisi in 9 da un fulmine - <b>FascinAzione</b>

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sabato 18 luglio 2020

18 luglio 1976. Festeggiano la Liberazione di Arezzo. Uccisi in 9 da un fulmine

D0menica 18 luglio molta gente si radunò sull’Alpe di Catenaia, per celebrare l’anniversario della liberazione dal nazifascismo, che in provincia di Arezzo iniziò ai primi di luglio del 1944. Il capoluogo fu liberato il 16 luglio del 1944 ma i festeggiamenti slittarono alla domenica successiva, il 18 appunto.
Questa zona dell’Alpe di Catenaia si trova nel comune di Subbiano e anche qui ci furono numerosi scontri tra nazifascisti e partigiani durante la guerra civile (1943-1945). Questa montagna era attraversata dalla “Linea Gotica”, dato che da qui si vedevano i versanti di Arezzo e della Valtiberina. 
Ma quello che doveva essere un giorno di festa nel pomeriggio diventò un giorno drammatico: nella zona si abbatté un forte temporale, un fulmine colpì un gruppo di persone che si erano riparate sotto gli alberi; nove persone rimasero uccise!
Questa la ricostruzione della Stampa (nelle foto la prima pagina dell'Unità e il ceppo commemorativo costruito a ricordo delle vittime.
La festa, nel primo pomeriggio, è stata guastata dall’inclemenza del tempo.
Erano da poco passate le 15 quando ha iniziato a piovere, su tutta l’Alpe di Catenaia.
Nuvole basse hanno avvolto la montagna e per i partecipanti al raduno non è rimasta altra alternativa che riprendere la via di casa. Non tutti però hanno deciso di rientrare.
Alcuni gruppi hanno preferito che finisse il temporale al riparo di alcuni alberi.
Ma questa decisone è stata fatale: la bufera, anzichè rallentare, si è messa ad infuriare sempre più violentemente, fino a trasformarsi in un vero e proprio fortunale, con folgori, tuoni e fortissime raffiche di vento.
Rannicchiati attorno agli alberi, coloro che erano rimasti sull’Alpe non riuscivano ormai a vedere più in là di qualche decina di metri.
Improvvisamente la tragedia.
Un fulmine, scoccato a distanza ravvicinatissima, ha investito in pieno uno dei gruppi che si era messo al riparo del grosso albero.
Una quindicina di persone in tutto, fra le quali diversi bambini.

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