16 luglio 1976: inizia la "grande rapina di Nizza" - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 16 luglio 2020

16 luglio 1976: inizia la "grande rapina di Nizza"

Nel week end dal 16 al 18 luglio 1976 Albert Spaggiari, ex miliziano dell'OAS, guida la "grande rapina di Nizza": provenendo dalle fogne (dove hanno lavorato due mesi) la sua banda svuota il caveau della Société Générale. Le ultime cassette sono aperte all'alba di lunedì 19 per un bottino (enorme) di cento milioni di franchi. Giorno per giorno seguiremo l'appassionante lavoro attraverso la cronaca che scrissero Ken Follett e R. L. Maurice. Ecco la giornata di venerdì 16.


Il cinese inchioda. Le gomme del Land Rover stridono. I quattro uomini sui sedili posteriori tengono strette le bottiglie di vino perchè non cadano. Il conducente dell'autobus di linea col quale il Land Rover stava per scontrarsi lancia imprecazioni furibonde quanto oscene. Riparte in direzione di rue de l'Hdtel-des-Postes solo quando si è calmato. Il cinese si terge il sudore dalla fronte con un fazzoletto a quadri. ´Vaffanculo, dice uno degli uomini. ´Non è stata colpa mia, risponde il cinese. ´Questo autobus di merda... ´Vai avanti. ordina Spaggiari seduto accanto al cinese. ´Nessuno ce l'ha con te. Ora a sinistra. Con ostentata tranquillità pianta i piedi sulla scatola dei guanti e si accende un sigaro. 
Al cinese il Land Rover non piace, ma Spaggiari ha insistito per usarlo. Gli ricorda la guerra d'Indocina. Ma al cinese non piace neppure quella guerra. Per essere precisi, non gli piace nemmeno Spaggiari. Gli dà sui nervi, con tutte le sue arie. Svolta in avenue Pauliani e la segue fino a place du xv Corps. All'altezza della chiesa di Notre-Dame-Auxiliatrice entra in place Don-Bosco. In una via laterale si leva un'alta muraglia: là dietro c'è il carcere della città. Spaggiari mordicchia il suo sigaro e si gira verso gli uomini di dietro. ´Siamo partiti dalla prigione: non è di buon auspicio? Nessuno ride.
 Henri il saldatore incrocia due dita in segno di scongiuro e parla del Tour de France. Gli altri non lo stanno troppo a sentire. Sono nervosi. Soltanto un pazzo può rimanere tranquillo, in questo frangente. Il Land Rover raggiunge la sponda sabbiosa del Paillon e si ferma. L'insegna luminosa rossa-bianco-blu della Gendarmerie è spenta. Anche il padiglione fieristico della città è immerso nel buio più fitto. Il cinese lampeggia con i fari: due lunghi, uno breve. Tutto a posto. Il cinese manovra il Land Rover sulla rampa di sabbia. L'uomo che ha risposto alla sua segnalazione si avvicina alla macchina. Un altro elimina la sbarra che impedisce l'accesso alla strada sotterranea. 
Il Land Rover scompare nella galleria e si ferma. Spaggiari salta a terra. ´Tutto a posto? ´Sì. L'uomo che gli risponde estrae dalla tasca un walkie-talkie e preme il tasto di trasmissione: ´Qui Roseau, dice piano. ´Il trasporto è stato completato. Passo. L'altoparlante cigola leggermente e poi si ode una voce: ´Qui Massèna. Potete portare l'attrezzatura. Spaggiari si rivolge all'uomo con la lampada tascabile: ´Dov'è la moto?. L'uomo fa un cenno con la testa. ´Laggiù Calmati! Spaggiari aggrotta le sopracciglia. Nel chiarore della sua lampada tascabile l'uomo si accorge di questa reazione. ´Scusa, dice con tono di rammarico. Spaggiari ammonisce: ´Se succede qualcosa.... ´Vi avverto nel giro di un minuto e quindici secondi. ´Poi lasci la macchina e ti dilegui attraverso il garage sotterraneo. ´Sarà fatto. Spaggiari si riarrampica sul Land Rover. Il cinese accende le luci di posizione e procede lentamente sotto l'arco della galleria. Il motociclista e l'uomo con la lampada tascabile rimettono la sbarra al suo posto. Il Land Rover accelera e il cinese accende i fari. Illuminano i resti di un vecchio cantiere: sacchi di cemento, mattoni, carta di giornale, travi marce. Un tempo si era parlato di trasformare questa strada sotterranea in una superstrada per alleggerire il traffico della Promenade des Anglais. Ma il progetto fu presto abbandonato. Da anni gli unici a utilizzare questa strada sono gli operai comunali addetti alla manutenzione delle fogne. 
La macchina svolta a sinistra sotto un arco; si sente il placido gorgoglio del Paillon. Un piccolo esercito di topi spaventati rimane immobile davanti ai fari e scompare dietro una catasta di legna semimarcia. L'aria è pesante. Poco più avanti la luce illumina un gruppo di uomini che attendono Spaggiari. Il Land Rover rallenta e si ferma accanto a loro. Il secondo gruppo di topi delle fogne è giunto da place Massèna, attraverso il garage sotterraneo e il locale sifoni. Indossano stivali di gomma e guanti; hanno due canotti gonfiabili e parecchie camere d'aria per camion. Aspettano sulla strada sotterranea, pronti a trasportare il carico attraverso i canali. 

Non lontano da loro, in una camera d'albergo, un medico si stiracchia su una sedia a dondolo. Per le sessanta ore che seguono è a loro completa disposizione. E' stato radiato dall'ordine dopo molteplici condanne per aborto. Ora è ben contento quando la mala gli affida qualche lavoretto. Dà una mano quando un paziente deve essere curato senza che la polizia lo venga a sapere. Per ferite da taglio o da arma da fuoco, poniamo. Non è certo un lavoro a tempo pieno, al massimo una specie di pensione. Spaggiari non gli ha raccontato che cosa succederà questo fine settimana, ma non è difficile immaginarlo. I problemi medici che gli sono stati prospettati sono abbastanza indicativi: fenomeni di soffocamento, claustrofobia, escoriazioni e svenimenti. Da qualche parte qualcuno scava una galleria. Al medico i particolari non interessano. Lunedì mattina riceverà il suo compenso, tornerà a casa e sarà colpito da un vuoto di memoria totale. Bisogna pur sopravvivere. Oggigiorno l'aborto è legale in mezzo mondo mentre a lui l'ordine dei medici ha proibito proprio per questo di esercitare la professione. Ironia del destino. 
In Avenue Verdun, vicino alla banca ma non troppo, è parcheggiata una Renault 4 che sembra proprio un mezzo della società elettrica. Ci sono dentro cinque bombole del gas e un martinetto idraulico. Il martinetto è un elemento indispensabile dell'attrezzatura della banda, ma è molto pesante. Tutto il resto Spaggiari può trasportarlo su canotti e camere d'aria, ma il martinetto affonderebbe irrimediabilmente nel fango delle fogne. Deve quindi essere calato attraverso l'apertura vicino alla banca. E' la parte più pericolosa di tutta l'operazione. 
Gli uomini sulla Renault fumano nervosi in attesa del segnale di partenza. Sulla strada sotterranea gli uomini aprono lo sportello posteriore del Land Rover. L'atmosfera è tesa, nessuno parla. Per incoraggiarli Spaggiari stringe la mano a tutti, scherza e sorride. Funziona. Scaricano il materiale e danno inizio al trasporto. Il ´muratore ha portato anche alcuni materassini gonfiabili. Canotti, materassini e camere d'aria vengono legati assieme in modo da formare una lunga chiatta. Completato il carico il corteo si mette lentamente in marcia attraverso i canali, guidato dal ´muratore. Avanzano in direzione di rue Chauvain, svoltano a sinistra sotto rue Gioffredo e poi a destra sotto rue St.-Michel. Mancano solo duecento metri alla banca. Il cinese impreca perché gli stivali di gomma rimangono incollati al fitto fango della fogna. 
Il convoglio si ferma all'ingresso della galleria, scavata in settimane di lavoro. Il ´muratore si infila dentro e srotola la stuoia di sisal per facilitare il trasporto del materiale lungo gli otto metri di galleria. Gli altri cominciano a scaricare. C'è puzzo di cloaca e di acetone. Henri il saldatore appoggia due bombole del gas alla parete, aziona la fiaccola da taglio e abbassa la mascherina blu dei suoi occhiali. Dà al corso un'ultima lezione. Apre la valvola del gas e afferra il suo attrezzo. La lunga fiamma arancione proietta un'ombra enorme sulla parete della galleria. ´Se regoli la fiamma in modo che sia più piccola, ricordati che è più calda. Procede alla dimostrazione pratica: la fiamma si fa azzurrognola e sibila. Estrae dalla sua sacca da marinaio una stecca di lega da saldatura e vi dirige la fiamma. ´Tieni la fiamma sempre verso il basso, spostandola a poco a poco. Altrimenti il metallo non regge e gocciola. Dal canale arriva un urlo: ´No, merda!. E' il cinese. Qualcuno ride. ´Cos'è successo? ´E' scivolato e si è riempito gli stivali di questa salsina. Le risate allentano la tensione. Portano l'attrezzo nella galleria, mentre l'imbarcazione va a ritirare un nuovo carico. Nei novanta minuti che seguono dalla strada sotterranea arriva nella galleria una tonnellata di roba. Il ´muratore ispeziona il soffitto della galleria e scopre che parecchi puntelli non tengono più e stanno già sprofondando nel fango. Li fissa daccapo. Nel garage sotterraneo di place Massèna qualcuno scende dalla macchina e infila il cavo elettrico nella presa di corrente. 

All'istante due proiettori rischiarono il tunnel. Una pattuglia della polizia passa per place Massèna. Nella Renault 5 la sentinella si porta il walkie-talkie alle labbra. ´Qui Massèna. Il gabbiano vola basso. All'ingresso della strada sotterranea l'altra sentinella risponde: ´Ricevuto. Urla al motociclista: ´Piedipiatti al garage sotterraneo. Il motociclista sale sul suo mezzo e mette in moto. La pattuglia passa davanti all'ingresso del garage e prosegue verso avenue Jean Mèdecin. La sentinella della Renault 5 scoppia in una risata liberatoria: ´Tutto a posto, esclama nel walkie-talkie. Il motociclista scende dal suo mezzo e lo rimette sul cavalletto. 

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