Ma gilet arancioni, camerati e ultras neri non vanno in piazza il 2 giugno - <b>FascinAzione</b>

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lunedì 1 giugno 2020

Ma gilet arancioni, camerati e ultras neri non vanno in piazza il 2 giugno


Nei palazzi della politica, scrive il collega Paolo Berizzi, dalle colonne del quotidiano La Repubblica, e anche nelle questure lo chiamano cosi: "il nuovo blocco nazionale".
Una definizione semplificata ma che fotografa in modo nitido. È la fase 2 della destra sovranista. Un fronte nero con varie gradazioni: da quelle istituzionali a quelle ribelliste. Anime che sembravano disaggregate ma che adesso convergono.
La prima saldatura si declina con un evento, di portata storica. Domani 2 giugno si festeggia la nascita della Repubblica Italiana e per la prima volta la destra va all'assalto del 2 giugno. Una festa che appartiene a tutti gli italiani ed invece diventa occasione per la destra sovranista Lega e Fratelli d'Italia per scendere in piazza in cento città del Nord, del Centro, del sud del paese, isole comprese,con flash mob.
Un invito esteso anche a Forza Italia e agli altri movimenti politici che compongono la variegata galassia del centro destra.
Nell'articolo il collega Berizzi commette un errore da matita rossa inserendo tra i partecipanti all'evento del 2 giugno anche i gilet arancioni del generale Pappalardo protagonisti di diverse manifestazione nell'ultimo week end (Milano, Roma e Bari) agli ultrà neofascisti, al fine di rievocare quell'onda nera tanto cara al quotidiano diretto da Carlo Verdelli prima, da Maurizio Molinari ora, che metterebbe a rischio addirittura la democrazia italiana come sostenne, più volte, anche l'ex sindaco di Roma nonché primo segretario del Partito Democratico Walter Veltroni.
Gli ultras neri come li chiama Berizzi, in realtà i Ragazzi d'Italia, sono invece gli organizzatori di una manifestazione, distinta e distante da quelle organizzate per il 2 giugno dai sovranisti di Fratelli d'Italia e Lega, prevista per sabato 6 giugno alla quale hanno aderito gruppi ultrà di tutta Italia da Verona a Brescia, da Bologna a Varese, oltre che da ultrà di Roma e Lazio e movimenti politici come la comunità di Avanguardia, Rivolta Nazionale e  Forza Nuova e non è stata promossa dal Veneto Fronte Skinheads.


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