Strage di Brescia, gli ex Potop volevano uccidere per rappresaglia Pino Rauti - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 29 maggio 2020

Strage di Brescia, gli ex Potop volevano uccidere per rappresaglia Pino Rauti


Nel giugno del 1974 un gruppo di militanti romani provenienti da Potere operaio e che operavano all’ombra del Comitato comunista centocelle (Cococen), in procinto di muovere i primi passi verso la lotta armata, inizialmente sotto la sigla Lapp (Lotta armata per il potere proletario) e successivamente nelle Fca (Formazioni comuniste armate), meditò di compiere un attentato contro Pino Rauti, figura di spicco della destra neofascista della capitale. L’azione era stata concepita come rappresaglia per la strage compiuta il 28 maggio precedente in piazza della Loggia a Brescia, nel corso di una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal locale Comitato antifascista, che costò la vita ad 8 persone e ne ferì 1029. L’esponente missino abitava in via Stresa, a ridosso dell’incrocio con via Fani, tanto che il 16 marzo 1978 fu tra i primi a telefonare al centralino della questura per dare l’allarme.
Paolo Persichetti rilancia oggi sul suo blog, Insorgenze, questa vecchia storia raccontata nel primo volume della storia delle Brigate rosse, scritto da lui con Marco Clementi ed Elisa Santelena per Derive e Approdi. LEGGI TUTTO

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