Letti da noi 26/ Arditi nel cuore, da Fiume a Roma. Il nuovo romanzo storico di Giacinto Reale - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 30 aprile 2020

Letti da noi 26/ Arditi nel cuore, da Fiume a Roma. Il nuovo romanzo storico di Giacinto Reale


Alessandro Alberti, prezioso collaboratore del blog, autore di Radio Alternative, la destra che comunicava via etere, Eclettica Edizioni, di cui consiglio una attenta ed approfondita lettura, recensisce il nuovo romanzo storico di Giacinto Reale, uno dei massimi esperti del Fascismo e del cosiddetto periodo diciannovista, intitolato Arditi nel cuore, da Fiume a Roma (1919-1922) edito da Solfanelli.


Il cuore degli Arditi, da Fiume a Roma
di Alessandro Alberti



Con questo ulteriore lavoro (siamo al quinto testo sul tema, nel giro di soli quattro anni) Giacinto Reale, massimo esperto del Fascismo delle origini e del periodo diciannovista, mette a disposizione dei lettori un'altra opportunità di approfondimento. Lo fa utilizzando il modo a lui più congeniale, tramite cioè il romanzo storico. Coniugando la parte storica con le vicissitudini del giovane protagonista Angelo, si ripercorrono molti episodi realmente accaduti con il sentimento patriottico e le emozioni che esso suscita nel giovane ragazzo romano. Arditi nel cuore (Solfanelli Editore) perciò non poteva essere titolo migliore per questo libro, ricco di spunti e di riflessioni, di azione, ma soprattutto di amor patrio che non solo Angelo, ma anche altri personaggi che incontrerà nel suo percorso dimostreranno. Un attaccamento alle sorti del nostro Paese, sempre più sottoposto alle mire bolsceviche e alla violenza inizialmente dei socialisti e successivamente dei comunisti. Questi ultimi si struttureranno come partito proprio dalla scissione dal partito socialista, al congresso di Livorno.
L'esperienza di Angelo e inizialmente dei suoi amici romani Luciano e Franco, non poteva perciò che partire da Fiume, città italiana sottratta alla Madre Patria, che il Vate Gabriele D'Annunzio tentò di restituire e ricollocare nei nostri confini geografici. Contro l'avversità dello stesso governo italiano, guidato allora da Francesco Saverio Nitti, del tutto insensibile alle sorti di Fiume, e per questo soprannominato con disprezzo, cagoia, da D'Annunzio. Peggio andò quando al governo di Nitti subentrò quello di Giolitti ancora più indifferente al recupero politico della meravigliosa città d'oltre Adriatico. Prima di partire per Fiume Angelo si era già iscritto al Fascio romano, ancora debole dal punto di vista organizzativo nel 1919, ma che lui stesso nazionalista convinto e con principi risorgimentali, vedeva come l'unica soluzione per far rinascere la Nazione. Uscita vittoriosa dalla prima guerra mondiale, ma con troppe problematiche rimaste insolute, alle quali gli insufficienti governi che si susseguivano non davano risposta. Prima tra tutte la questione dei reduci, che tornavano dal fronte e si ritrovavano ancora più poveri di quando erano partiti. Ebbe così modo di conoscere Mario Carli all'atto della nascita del Fascio di Roma. Ma soprattutto un giovane Giuseppe Bottai che incontrerà nuovamente al suo ritorno a Roma e successivamente. Frequentando poi l'associazione Pro Dalmazia aderì convinto, insieme ai suoi giovani amici, alla chiamata del Capitano Host Venturi, fiumano, tre volte medaglia d'argento al fronte. La sua richiesta fu quella di rinforzare la Legione Volontari a Fiume, dato che la situazione stava precipitando. I tre ragazzi aderirono e dopo aver propinato una bugia ai familiari, presero il treno che dopo alcuni cambi di convoglio, li avrebbe portati fino a Trieste. Dopodiché con altro mezzo sarebbero giunti a destinazione. La prima parte del libro è quasi tutta incentrata sulle vicende fumane. Con Angelo e i suoi amici che, arrivati in città e raggiunta la caserma, si dedicheranno ai primi addestramenti e alla formazione militare, approntata in loco per i volontari che non avevano ancora prestato servizio militare. Mentre Angelo e Franco dimostreranno più disciplina, Luciano molto più esuberante, spesso attratto dal fascino femminile sarà un poco più svagato. Luciano però si rivelerà di ben altra stoffa. Ma questo è bene che il lettore lo apprenda direttamente dal testo. Uno scritto ricco di documenti dell'epoca e articoli di giornale, che l'autore ha inserito con sapienza all'interno della narrazione. Angelo piano piano ricevette elogi sia per il suo comportamento, che per le sue doti militari e fu lo stesso D'Annunzio a riconoscerne i pregi. Fu tra i primi volontari dei gruppi giunti a Fiume insieme ai suoi amici, ad essere nominato Caporale. Per lui una grande soddisfazione anche nell'ottica delle tre C come si diceva in gergo militare, Caporale, Capitano e Colonnello erano i gradi più importanti che segnavano la carriera. Così come il passaggio dai Volontari agli Arditi. Tra le tante azioni che Angelo compì ci fu quella a Milano, a difesa prima della redazione del Popolo D'italia, dove ebbe modo di vedere per la prima volta Mussolini. La missione era duplice, difesa della sede del giornale e il giorno dopo permettere a Mussolini di tenere il suo comizio elettorale. In questa circostanza tutto filò liscio e oltre ad ascoltare il futuro Duce, ebbe modo di apprezzare l'oratoria del Capitano Ferruccio Vecchi, capo indiscusso degli Arditi di Milano, che giorni prima aveva assaltato, con i suoi uomini, devastandolo, il giornale socialista L'Avanti. Dopo il comizio di Milano si presentò una ulteriore opportunità di azione in quel di Lodi, dove il comizio fascista previsto rischiava di non potersi tenere, per le intemperanze dei rossi. In questa circostanza, ebbe modo di conoscere Leandro Arpinati. Molti saranno i protagonisti del Fascismo che successivamente si metteranno in auge che Angelo per un intreccio ben costruito dall'autore avrà modo di conoscere, tra gli altri Ettore Muti, Filippo Tommaso Marinetti, Renato Ricci e Guido Keller che diventerà il suo superiore prima della fine dell'avventura fiumana. Dopo il ritorno a Roma di apriranno per lui le porte dello squadrismo e li inizierà a coordinare le prime squadre, oltre ad addestrarle con le armi da fuoco, essendo lui un provetto tiratore sin dai suoi esordi in divisa. Le squadre d'azione avevano il compito di intervenire laddove ci fosse necessità, in occasione di inaugurazione di nuove sedi, per contrastare eventuali aggressioni da parte dei comunisti e soprattutto per intervenire quando il popolo subiva un'ingiustizia. Come quando, per una neanche tanto strana coincidenza, i commercianti aumentarono simultaneamente i prezzi. Angelo con l'aiuto di due amici sindacalisti, stabilì il prezzo massimo che i commercianti potevano proporre. Dopo di che nel giro di due giorni avrebbero fatto il giro per vedere se le nuove tariffe fossero state applicate. Generalmente andò bene. A chi invece continuò a tenere prezzi alti si impose la chiusura per due giorni dell'esercizio. Inutile dire che la cittadinanza fu entusiasta e la sede del Fascio, si riempi di persone riconoscenti che ringraziato o l'intervento delle Squadre. Anche le adesioni crebbero in via esponenziale. Ad Angelo fu affidato un ulteriore compito che poi si rivelò l'ultimo quello di trovare una donna capace di guidare e implementare la sezione femminile del Fascio. Margherita da lui scelta come la più affidabile, non solo sarà abile dirigente ma inizierà a entrare nella sfera più sentimentale di Angelo, fino a diventare la donna della sua vita.
Il protagonista diventerà anche uomo di fiducia del Duce fino alla conquista del governo dopo la marcia su Roma. Anche se l'impegno di Angelo come spesso accade avrà un suo prezzo da pagare…
Capitoli intensi, molto ricchi di annotazioni storiche, dove l'amor patrio si mischia all'azione, il sentimento alla disciplina, la fragilità umana alla determinazione, determinano un lavoro di ricerca appassionato e costruito sul carattere del protagonista. Un altro bellissimo romanzo storico che la penna di Giacinto Reale verga con la consueta maestria. Restando sempre dentro i limiti del realmente accaduto, senza enfasi, ma senza tralasciare nessun particolare, gli episodi si susseguono a ritmo incalzante. Arditi nel cuore è perciò la sintesi perfetta di un periodo, in cui il sentimento, la voglia di avventura, la spregiudicatezza, la goliardia, ma anche l'amore e la morte saranno presenti in una miscela di emozioni e sensazioni che il lettore non potrà fare a meno di cogliere. Un libro che rappresenta il culmine della ricerca di Giacinto Reale che non si fermerà qui. L'autore infatti in questi ultimi anni si è dimostrato molto prolifico. Aggiungo che questo libro non può assolutamente mancare nelle biblioteche degli appassionati di questo argomento, perché molto esaustivo e coinvolgente dalla prima all'ultima pagina

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