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Una domanda su Napoli. Emilio Coppola: abbiamo demolito due beni comuni

Possiamo piangere un ragazzo senza linciare il carabiniere? Questa è la domanda, con tanto di punto interrogativo che si pone Piero Sansonetti, in un editoriale pubblicato sulla prima pagina de Il Riformista di martedì 3 marzo, alla quale cerca di dare una risposta.
Domanda che abbiamo girato a diversi esponenti del variegato mondo della "destra italiana", nelle sue mille articolazioni, ad intellettuali nostri attenti lettori, come nel caso dell'avvocato Emilio Coppola che ci invia un suo contributo che pubblichiamo integralmente. 



Partiamo dal fatto che codici alla mano in nessun caso un essere umano può togliere la vita ad un altro essere banale. Lasciano sgomenti la giovane età del carabiniere e del rapinatore ed è il segno che in un pezzo di città qualcosa non va ma oggi mi piango la vita ragazzo che costituzione alla mano sarebbe dovuta essere raddrizzata non spezzata. Non accetto da napoletano le strumentazioni politiche di chi quando ha avuto la possibilità ha pensato a punire il dissenso e non prevedere aggravanti per chi rompe una struttura pubblica come un pronto soccorso. Sabato abbiamo Demolito due beni comuni, un ospedale pubblico in una zona particolare ed una vita di un quindicenne.

GLI ALTRI INTERVENTI
Fabrizio Fratus
Mario Colella

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