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martedì 10 marzo 2020

Cento anni fa veniva al Mondo Pio Filippani Ronconi. Fu guerriero e Maestro

Cento anni fa anni fa Pio Filippani Ronconi, aristocratico romano nato in Spagna. Fu eccelso studioso di lingue e culture orientali (dall'arabo all'indiano passando per il sanscrito). Volontario nell'esercito italiano, dopo l'8 settembre fu eroe di guerra dalla parte sbagliata (volontario nelle SS ottenne la croce di ferro: le sue gesta leggendarie ispireranno un personaggio delle Uova del Drago di Pietrangelo Buttafuoco).
Grande iniziato, scelse di praticare un percorso ascetico seguendo il metodo steineriano ma tenendosi a distanza dalla Società antroposofica. Accompagnò la ricerca spirituale all'esercizio fisico praticando l'alpinismo e le arti marziali e dando vita a una sua personale "società degli scudi", l'Urri, che negli anni Settanta si occupava di escursionismo e controguerriglia. 
Fu coinvolto nelle inchieste sulla strategia della tensione perché intervenne al celebre convegno del maggio 1965 al Parco dei principi, considerato una sorta di congresso di fondazione del partito del golpe. E qui in effetti il professore, utilizzato per le sue competenze linguistiche come traduttore e decodificatore da apparati governativi, offrì un importante contributo sul modello di organizzazione civile con compiti di controinsorgenza, considerato l'ispiratore delle reti di resistenza anticomuniste negli anni della strategia della tensione. 
Nella relazione al convegno, organizzato dall'Istituto di studi militari Alberto Pollio, tra le altre cose, Filippani-Ronconi configurava una scenario di "guerra non ortodossa" rispetto alle forze di un nemico che, secondo lui, si erano "già impadronite di buona parte dei centri di governo del nostro Paese", con l'impiego di giovani terroristi, organizzati in cellule compartimentate
 "A un terzo livello, molto più qualificato e professionalmente specializzato, dovrebbero costituirsi – in pieno anonimato sin d’adesso – nuclei scelti di pochissime unità, addestrati a compiti di controterrore e di «rotture» eventuali dei punti di precario equilibrio, in modo da determinare una diversa costellazione di forze al potere. Questi nuclei, possibilmente l’un l’altro ignoti, ma ben coordinati da un comitato direttivo, potrebbero essere composti in parte da quei giovani che attualmente esauriscono sterilmente le loro energie, il loro tempo e, peggio ancora, il loro anonimato, in nobili imprese dimostrative, che non riescono a scuotere l’indifferenza della massa di fronte al deteriorarsi della situazione nazionale".
Il programma strategico di lotta al comunismo con ogni mezzo, enunciato dal professore Filippani Ronconi durante il convegno, comportava una suddivisione in livelli di intervento in evidente parallelismo con quella che sarà, un paio di anni dopo, l’organizzazione dei Nuclei di Difesa dello Stato. Infatti, il "secondo livello" teorizzato dal professore, e cioè l’area di sostegno e di promozione in favore delle Forze Armate e della loro azione in difesa dello Stato, costituita da associazioni combattentistiche, d’armi e sportive, da impegnarsi in manifestazioni ufficiali, corrisponde perfettamente a quel livello di base sotto-ordinato ai Nuclei, denominato dal colonnello Amos Spiazzi Organizzazione di Supporto e di Propaganda e finalizzato a creare una rete di appoggio e di sostegno morale intorno alle Forze Armate e ai valori da esse rappresentati a fronte dell’azione disgregatrice, sovversiva e in favore del nemico, della sinistra.
Un ulteriore coinvolgimento giudiziario di Filippani Ronconi fu causato dal fatto che Delfo Zorzi, latitante accusato di strage (ma infine assolto al processo per Piazza Fontana), aveva seguito i suoi corsi universitari all'Orientale di Napoli e aveva dato con lui l'esame di sanscrito. Anche in questo caso il proscioglimento da ogni accusa fu pieno e senza conseguenze.
Della sua collaborazione al Corriere della sera subito stroncata dal Minculpop di via Solferino scrive invece Gianni Barbacetto, antico militante del Movimento studentesco della Statale, oggi firma di punta del Fatto Quotidiano:
Orientalista, autore di molti libri, nell’autunno 2000 è chiamato a collaborare alle pagine culturali del Corriere della sera dal nuovo responsabile della cultura Armando Torno. Sul Corriere scrive due pezzi, l’8 ottobre 2000 e il 13 gennaio 2001. Il 16 gennaio un lettore, che si firma Paolo Zanon, invia all’indirizzo elettronico di Beppe Severgnini una e-mail che dice: «Ho letto sul Corriere del 9 gennaio che “1.500 ex nazisti delle Ss vivono indisturbati in Gran Bretagna”. A Londra sono seguite interrogazioni parlamentari. Qui da noi, invece, c’è un nazista che scrive sul Corriere e nessuno dice niente». Il lettore fornisce anche un indirizzo web, in cui appare una foto di un giovane Filippani Ronconi in divisa delle Waffen Ss. Il messaggio del lettore arriva al comitato di redazione del Corriere, che fa qualche ricerca e scopre che Filippani Ronconi, oltre che ex Waffen Ss, è anche citato negli atti dell’ultima indagine sulla strage di Piazza Fontana. Si precipita dal direttore: Ferruccio de Bortoli, secondo il resoconto del Cdr, afferma di considerare l’episodio «grave» e chiede una relazione sul caso al responsabile della Cultura, Armando Torno. Intanto, decide la sospensione sine die della collaborazione di Filippani Ronconi. LEGGI TUTTO

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