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Pietre dell'inciampo, gli ebrei napoletani boicottano de Magistris

Non si ricompone la frattura tra comunità ebraica di Napoli e amministrazione comunale. Dopo le tensioni legate alla scelta del sindaco Luigi de Magistris di Eleonora de Majo, attivista di un centro sociale con posizioni dichiaratamente antisioniste, come nuovo assessore alla Cultura, i contrasti riemergono in occasione della posa di pietre d’inciampo in onore di nove componenti delle famiglie Procaccia, Pacifici e Molco in piazza Bovio, l’ultima residenza scelta liberamente prima della deportazione nel campo di Auschwitz. Una cerimonia fortemente voluta dal Comune e organizzata dal precedente assessore, Nino Daniele, ma dalla quale la comunità ebraica ha preso le distanze, annunciando in polemica con De Majo l’intenzione di ricordare queste vittime il 30 gennaio con un’altra manifestazione, in occasione dell'anniversario dalla deportazione.
"Ci sono cose che passano e altre che restano nella memoria immateriale della città - spiega la comunità in una nota - l’installazione delle Stolpersteine rientra nella seconda casistica. Non si può pertanto prestare a equivoci di sorta, soprattutto se in gioco ci sono valori dal significato alto e inequivocabile, come il diritto di esistere per lo Stato d’Israele. Appare quindi paradossale che ci sia qualcuno a ricordare gli ebrei morti per poi disprezzare quelli vivi".
Al termine della cerimonia, De Majo si dice dispiaciuta perché "si è utilizzata un’occasione del genere per fare polemica. Questo è il mese della memoria, e soprattutto in questa fase storica iniziative come queste vanno moltiplicate. L’obiettivo di Hitler era quello di far diventare le persone dei numeri, in questo modo ridiamo loro un nome e un’identita’". 
Ancora più esplicita la replica della presidente della comunità ebraica: "Non siamo stati noi a generare le polemiche e non abbiamo nulla contro le pietre d’inciampo o contro chi se n’è fatto promotore - sottolinea Lydia Schapirer - con grande rammarico abbiamo deciso di non partecipare oggi, così come non prenderemo parte ad alcuna iniziativa del Comune finché questa sarà la linea dell’amministrazione. Si può criticare un governo che non piace, ma non si può andare contro un intero Stato e coinvolgere tutti i suoi cittadini". 
E’ invece presente in piazza l’Anpi Napoli, che attraverso il presidente Antonio Amoretti esprime l’amarezza per queste divisioni e lancia un appello affinché si vada oltre le polemiche. "Le comunita’ ebraiche hanno sempre avuto il nostro appoggio e la nostra solidarietà - evidenzia - non era il caso di prendere questa posizione da parte della comunità di Napoli, per la quale noi abbiamo sempre avuto un’attenzione particolare, anche perché con le Quattro giornate abbiamo salvato molte persone dalla deportazione. Occorre uno sforzo da parte di tutti per distinguere quello che fa la destra israeliana dalla comunità ebraica".
Le nove pietre d’inciampo sistemate in prossimità del civico 33 sono state realizzate dall’artista tedesco Gunther Demnig, che dal 1995 a oggi ha raggiunto 26 Paesi. "Ogni pietra è per me motivo di rinnovata gioia - dice - nel 2019 abbiamo superato quota 75mila e continueremo su questa strada. Quando ho cominciato non pensavo di poter arrivare qui".

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