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Il salone del libro se la prende con la mailing list e conferma il veto per Altoforte


Altaforte Edizioni, casa editrice vicina a CasaPound, annuncia di essere stata invitata al Salone del Libro di Torino, dal quale era stata esclusa, tra forti polemiche, lo scorso anno. Gli organizzatori hanno però spiegato che si trattava di una comunicazione inviata in automatico.
"Caro editore ti abbiamo riservato uno spazio speciale al salone internazionale SalTo Nuovi Editori", si legge nella mail ricevuta da Altaforte e pubblicata sul 'Primato Nazionale', la testata di CasaPound. "Ogni editore per noi è importante, con il suo lavoro arricchisce la varietà dei titoli, garantendo bibliodiversità, e aiuta a preservare la pluralità e diffusione delle idee", recita ancora l'invito.
Non c’è, però, alcun invito ufficiale alla casa editrice Altaforte alla prossima edizione del Salone del Libro di Torino. A precisarlo, in una nota, è la stessa fiera dopo aver appreso del presunto invito "da mezzi stampa". La colpa, ça va sans dire, è degli automatismi della mailing list, sostengono gli organizzatori, che non intendono fare un passo indietro dopo la bagarre dell'anno scorso.

In realtà - spiega il Salone del Libro in una nota - si tratta di una comunicazione commerciale automatizzata, partita dall’Aie, Associazione Italiani Editori, per un’iniziativa congiunta, destinata a un database contenente i contatti di
tutti coloro che hanno richiesto un codice ISBN negli ultimi due anni. Tra questi è stata indirizzata anche alla casa editrice SCA2080 srl con sede a Roma, che a quanto pare, risulta collegata al marchio Altaforte.
Il Salone del Libro ribadisce che i contratti sono da perfezionare per volontà delle due parti e, visto il pregresso avvenuto nel 2019, non intende sottoscrivere alcun contratto con le suddette società .

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