E così Davide Correggiari ha battuto Golia Facebook. Vince la libertà di pensiero - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 31 gennaio 2020

E così Davide Correggiari ha battuto Golia Facebook. Vince la libertà di pensiero


Una nuova batosta per Facebook. L'avvocato bolognese Gianni Correggiari ha vinto clamorosamente la sua sfida, lanciata davanti al tribunale di Chieti. L'Ansa la racconta con un lungo lancio di agenzia:

Il Tribunale civile di Chieti, con ordinanza del giudice Nicola Valletta, ha accolto il ricorso di un avvocato e ha condannato Facebook a pagare a quest’ultimo un risarcimento danni di 15.000 euro. Invocando il mancato rispetto degli standard della community, Facebook aveva rimosso dal profilo dell’avvocato una foto di Mussolini in occasione del suo compleanno e una foto della bandiera della Repubblica Sociale Italiana.
All’uomo era stato anche sospeso l’utilizzo 
dell’account anche per altri episodi tra cui un post con un’immagine del ’Duce’ e la scritta ’Viva Mussolini’, uno per commenti su una pagina altrui su bullismo e intimidazione. Sospensioni durate in tutto 123 giorni e che hanno indotto l’avvocato ad addurre, nel giudizio, l’inadempimento contrattuale di Facebook. Il ricorrente, Gianni Correggiari, era assistito dall’avvocato Antonio Pimpini del foro di Chieti.
Come chiarito nell’ordinanza, la controversia è solo in ordine alla corretta prestazione e fruizione di un servizio reso in forza di titolo negoziale contrattuale.
"Tutte queste condotte - si legge nel provvedimento - non concretano la violazione di standard viceversa addotta dalla parte convenuta, ma esercizio del diritto costituzionale fondamentale di libertà di manifestazione del pensiero, avvenuto in modalità improntate a continenza e insuscettive di limitazione. Sul piano squisitamente giuridico (e in tale limitato ambito) Mussolini è stato Capo di governo dello Stato italiano e come tale riconosciuto nella comunità giuridica internazionale e, fatto storico, non è stato oggetto, come persona fisica, di alcuna sentenza di condanna per attività illecite, le sue condotte non sono state ritenute difformi dal diritto internazionale dell’epoca. La bandiera della Rsi è propria di un soggetto che non ha trovato ovviamente riconoscimento nel diritto internazionale pattizio, ma che tale si è manifestato nel diritto internazionale generale, come noto connotato dall’effettività della sovranità , nel caso specie, ahimé, esistente".

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