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Bombe anarchiche a Firenze: era lotta allo Stato con ogni mezzo


Lottavano contro le istituzioni dello Stato seguendo un programma "votato alla realizzazione  dell’ideale con ogni mezzo anche illecito", fino "all’estremo di collocare pericolosi ordigni artigianali", i 26 anarchici condannati dal tribunale di Firenze per vari episodi tra cui il ferimento dell’artificiere della polizia Mario Vece per lo scoppio di un ordigno la notte di Capodanno 2018 alla libreria Il Bargello, vicina a Casapound. Lo scrivono i giudici di Firenze nelle motivazioni della sentenza del 22 luglio 2019.
Dello specifico attentato erano stati chiamati a rispondere in 4. I condannati furono tre. I giudici hanno riqualificato il reato di tentato omicidio in quello di lesioni personali gravissime e inflitto una pena di 9 anni e 6 mesi a Pierloreto Fallanca, 9 anni 10 mesi e 15 giorni a Giovanni Ghezzi e 9 anni a Salvatore Vespertino. I giudici hanno invece assolto per non aver commesso il fatto Nicola Almerigogna, che è stato invece condannato a 2 anni e 15 giorni di reclusione per associazione a delinquere e manifestazione non preavvisata.
Gli anarchici, scrivono i giudici, costituivano "un’associazione" che disponeva di "immobili occupati quasi inespugnabili senza meticolosa preparazione e impiego di ingenti forze di polizia e di mezzi". Nelle azioni illecite, scrivono ancora i giudici, "il gruppo appare unito e anzi quando l’azione investigativa e giudiziaria diventano pressanti ’i capi’ prendono il comando".

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