Ombre nere/4: la follia complottista e omicida del primo indagato - <b>FascinAzione</b>

Non perdere

Spazio pubblicitario

Spazio pubblicitario

venerdì 29 novembre 2019

Ombre nere/4: la follia complottista e omicida del primo indagato

Un uomo ha ucciso a coltellate il padre all'interno di una macelleria a Piazza Armerina, in provincia di Enna. Sul posto si trovano gli investigatori della squadra mobile di Enna. La vittima è Armando Lo Monaco, di 53 anni; l'assassino è il figlio Carlo, di 30. L'omicidio è avvenuto all'interno di una macelleria del centro di Piazza Armeria, dove padre e figlio stavano acquistando della carne, alla presenza di altri avventori. Gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di ricostruire la dinamica del delitto attraverso le loro testimonianze. Secondo gli investigatori Carlo Lo Monaco, che in passato era stato protagonista di alcune violente aggressione, sarebbe affetto da disturbi mentali.

Così l'Ansa il 14 agosto scorso racconta un dramma familiare. Il bravo cronista, ovviamente, non può sapere che una di quelle violente aggressioni, colpi di pistola contro un centro di accoglienza a Pietraperzia, è il battito d'ali di farfalla che ha innescato la tempesta giudiziaria di ieri contro la rete nazista composta da miss, impiegate clandestine di famiglia, ex pentiti di ndrangheta e varia umanità (tra cui anche qualche ex militante forzanovista). 

E infatti lo stesso giorno La Sicilia, il quotidiano catanese diffuso nella area orientale dell'isola, ricostruiva i suoi deliri paranoici sul web, a partire da un post pubblicato, poche ore prima di uccidere il padre, alla presenza della sorella minore, ventunenne, Carlo Lo Monaco con frasi scomposte contro i migranti. Nel suo lungo scritto il giovane si scagliava inoltre contro i «massoni» infiltrati in molti settori, i «poliziotti corrotti» e i giudici che con facilità scarcerano spacciatori di droga. Tra le sue ossessioni il «piano Kalergi», il complotto per la sostituzione etnica voluta dalla "cupola ebraica", incrementando l’immigrazione africana e asiatica verso l’Europa. «Siamo in pericolo», scriveva alla fine del post, auspicando che «dobbiamo essere noi popolo» a scacciare le figure citate. 

Il giorno prima il giovane prendeva di mira anche l'attore americano che aveva visitato i migranti raccolti dalla Open Arms. «Io non chiamerei Richard Gere neanche il mio barboncino...», scriveva. Per i suoi profili social, aveva scelto lo pseudonimo Apophis Apep come l’antica divinità egiziana che incarnava il caos (vedi la foto).

Carlo Lomonaco, che era stato arrestato nella sua abitazione dalla polizia subito dopo il delitto, aveva risposto a tutte le domande del pm ribadendo di essere stato picchiato dal padre quando era adolescente. Disoccupato, arrangiava con lavoretti saltuari e viveva da solo a poca distanza dalla casa della madre.

L'avvocato Lorenzo Caruso, che anche in passato aveva assistito Lo Monaco fermato per atti di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ha sottolineato che il suo assistito era stato sottoposto a Tso a causa delle sue condizioni mentali. Armando Lo Monaco era stato condannato per maltrattamenti in famiglia anche nei confronti del figlio. Da anni separato dalla moglie, Armando Lo Monaco viveva in Germania dove svolgeva l'attività di barbiere e si era costruito una nuova famiglia con una compagna da cui aveva avuto anche due figli ancora piccoli. Era rientrato due giorni fa a Piazza Armerina per trascorrere alcuni giorni di ferie. Con il figlio Carlo non si vedevano da 13 anni. E ieri si sarebbero incrociati quasi per caso. Il ragazzo, però, era uscito già armato di coltello. 
Entrato in macelleria, il 30enne si sarebbe scagliato direttamente contro il padre colpendolo con diversi fendenti alla gola. La vittima sarebbe morta dissanguata dopo pochi minuti. «C'era molta confusione quando il ragazzo è entrato già armato del suo coltello. In mezzo alla clientela, non abbiamo visto bene la scena. È successo tutto in un attimo», ha dichiarato uno dei lavoratori della macelleria di via generale Muscarà nel centro di Piazza Armerina. 









2 commenti:

  1. follia complottista non direi proprio.
    kalergi era quello che era e voleva un mondo di gente come lui.
    il bastardo dei bastardi è una buona definizione.

    RispondiElimina
  2. bastardo dei bastardi è sucuramente una definizione appropriata ma non voleva un mondo di gente come lui ma sotto di lui (e di quelli come lui)!

    RispondiElimina

Banner pubblcitario 700