Ombre nere/7. Fermato Nucera, l'ex boss calabrese e legionario dirigente di Forza Nuova - <b>FascinAzione</b>

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sabato 30 novembre 2019

Ombre nere/7. Fermato Nucera, l'ex boss calabrese e legionario dirigente di Forza Nuova

E’ stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria dalla Digos di Genova e portato nel carcere di Imperia per detenzione di armi Pasquale Nucera, uno dei 19 estremisti di destra indagati per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva e istigazione a delinquere nell’ambito dell’operazione ’Ombre nere’ coordinata dalla Dda di Caltanissetta. Due giorni fa in un agriturismo a Dolceacqua in provincia di Imperia, dove Nucera risiede, erano state rinvenute armi e parecchio materiale propagandistico. In particolare erano stati sequestrati un fucile, 33 coltelli e 3 machete. In un’altra abitazione in territorio francese riconducibile a Nucera, sempre la Digos aveva rinvenuto diversi fucili e una pistola. Nucera, 64 anni, ex legionario ed ex vicecoordinatore di Forza nuova per la provincia di Imperia, secondo le indagini avviate due anni fa dalla Digos di Enna, era il reclutatore del gruppo e si proponeva come addestratore vantando la sua passata esperienza militare. In un’intercettazione emerge che sarebbe lui a proporre di lanciare una molotov contro una sede Anpi a Milano o a Genova. 
Ex esponente di spicco dell’ndrangheta ed ex collaboratore di giustizia, si era trasferito da tempo in Liguria. La sua ultima "collaborazione giudiziaria" risale allo scorso mese di marzo, al processo "Ndrangheta stragista". Per l'occasione era definito ancora "collaboratore di giustizia: 
Dal "quarto livello", che unisce le mafie le massonerie ed i servizi deviati, al nuovo progetto politico dei primi anni Novanta; passando per l'organizzazione dell'omicidio del giudice Scopelliti ed il piano per far evadere Riina dal carcere già nell'estate del 1993. E' un fiume in piena Pasquale Nucera, collaboratore di giustizia che quando ha iniziato a riempire verbali ha fatto trovare, al largo delle coste calabresi, la nave militare “Laura C”, affondata agli inizi del Novecento con all'interno tonnellate di tritolo utilizzato successivamente dalla stessa criminalità organizzata. Ieri è stato sentito davanti la Corte d'Assise di Reggio Calabria nel processo 'Ndrangheta stragista, che vede imputati i boss Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, accusati degli attentati ai carabinieri in Calabria, inseriti all'interno di un ampio progetto di attacco allo Stato. Rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, il teste ha spiegato che l'organizzazione criminale calabrese si divide in tre parti: la minore, la maggiore e quella criminale. LEGGI TUTTO
E' quindi il caso di chiedersi se e quando gli sia stato revocato lo status di collaboratore o semplicemente le forze dell'ordine lo abbiano declassificato per evitare domande imbarazzanti e polemiche sul doppio ruolo.
A ogni modo, sul suo profilo Facebook, dove si faceva chiamare Yavres Leon, pubblicava parecchie immagini relative al passato nella legione straniera, ma anche svastiche e immagini inneggianti al fascismo e a Mussolini. Così come, quando, nel marzo 2018, Forza nuova presentò il nuovo gruppo dirigente della Liguria settentrionale, l'ex boss fu presentato come Leone Nucera.
Il profilo è stato posto sotto sequestro dalla polizia postale. Oltre a Nucera, la Digos di Genova aveva perquisito le abitazioni di altri 3 indagati, due uomini e una donna, tutti genovesi, trovando soprattutto materiale propagandistico di estrema destra.

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