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giovedì 24 ottobre 2019

Milano, svastiche e celtiche al centro che regala aperitivi agli automobilisti

Un raid decisamente anomalo quello consumato l'altra notte ai danni del Tempio del futuro remoto.
Svastiche e croci celtiche contro il centro culturale di via Luigi Nono, a Milano, che non è uno spazio occupato della sinistra antagonista ma un laboratorio di riqualificazione urbana. Dove si fanno tantissime cose ma la politica militante no. Sulla porta è stata realizzata la scritta ’SS’ ed è stata completamente distrutta la targa realizzata per intitolare il giardino a Federico Aldrovandi. Uno sfregio indegno a una vittima della brutalità sbirresca nel decimo anniversario della morte atroce di Stefano Cucchi.
A rendere noto quanto accaduto nella notte tra il 21 e il 22 ottobre è la pagina Facebook ’I sentinelli di Milano’. I volontari del centro da diverso tempo offrivano colazioni e aperitivi agli automobilisti fermi al semaforo. Nonostante gli atti di vandalismo, i ragazzi continueranno a offrire cibo alle persone in macchina.
 "Ci ha stupiti che qualcuno abbia inteso il nostro come un messaggio politico. Noi comunque non ci fermeremo e andremo avanti. La nostra iniziativa non è politica, ma evidentemente qualcuno l’ha intesa così. Il gesto non ci ha intimiditi e abbiamo cancellato subito le scritte. La nostra iniziativa mira a recuperare degli spazi e chiediamo di essere messi in regola il prima possibile". A dirlo sono i ragazzi del centro culturale vandalizzato. 
I ragazzi da lunedì 14 ottobre stanno distribuendo gratuitamente colazioni e aperitivi ai milanesi imbottigliati nel traffico in via Luigi Nono, davanti al Cimitero Monumentale, chiedendo in cambio solamente di accettare un volantino informativo. Il collettivo internazionale di under 35 in quasi due anni ha interamente riqualificato, ristrutturandolo e rianimandolo, un edificio abbandonato e degradato della Fabbrica del Vapore promuovendo al suo interno pratiche culturali e attività sociali.
Il volantino che accompagna l’insolita ’coccola’ a chi è bloccato nel traffico, racconta i motivi che hanno spinto oltre cinquanta giovani milanesi, confluiti nel collettivo, a non abbandonare l’Italia e a decidere di prendersi cura di uno spazio dimenticato dalla cittadinanza, e quali interventi, opere e iniziative sono state messe in campo da gennaio 2018 ad oggi, esclusivamente attraverso autofinanziamento e autoproduzione, per dare nuova vita all’edificio, diventato un centro culturale autogestito.
Il Tempio del Futuro Perduto, omonimo del collettivo che lo anima, è uno spazio di 1200 metri quadrati recuperati e messi in sicurezza che ospita, oltre ad un fitto programma di eventi culturali di diversa natura, tra cui dj set, concerti e performance artistiche: una galleria d’arte, due studi di registrazione, uno spazio dedicato a progetti di silent cinema e silent disco, diverse residenze e atelier artistici, un’area eventi polifunzionale e cross-mediale, un distretto di moda giovanile indipendente auto-prodotta, svariati laboratori tra cui quelli di yoga, danza classica e contemporanea, musica e cultura afro, una palestra polifunzionale, una mediateca sociale gratuita composta da 15mila libri e 5mila dischi in vinile e il centro di raccolta permanente di indumenti usati che il Tempio destina direttamente a gruppi di senzatetto della zona, all’Opera San Francesco, Comunità Sant’Egidio o alle diverse missioni umanitarie che operano in Africa e nel Mediterraneo.

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