#Votaitaliano, a Torino la convention Fdi per una forza conservatrice e sovranista - <b>FascinAzione</b>

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mercoledì 10 aprile 2019

#Votaitaliano, a Torino la convention Fdi per una forza conservatrice e sovranista

"Vogliamo andare in Europa non per cambiare qualche direttiva ma per cambiare tutto, per rifondare radicalmente i pilastri dell’Unione". Giorgia Meloni presenta così il senso della conferenza programmatica di Torino, al Lingotto, sabato e domenica, con cui Fratelli d’Italia apre la sua campagna elettorale per il voto europeo.
Una due giorni che vedrà  la partecipazione, tra i tanti relatori, anche del presidente del Family Day, Massimo Gandolfini e del sociologo Francesco Alberoni. Ma hanno accolto l’invito di FdI anche il governatore ligure, Giovanni Toti, unico esterno al partito, e l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Con loro il partito di Meloni punta creare quella
seconda gamba del centrodestra con l’obiettivo di rafforzare il fronte sovranista della coalizione. Un’iniziativa in un luogo non agevole per il partito. "Abbiamo scelto Torino - spiega la Presidente - perché vogliamo mettere in evidenza la nostra vicinanza alla Tav, al mondo delle produzioni, del Made in Italy, e la nostra voglia di difendere quel mondo in una Unione dei popoli sovrani, contro ogni ipotesi di decrescita felice, di chi dice no a ogni opera pubblica".
Al Lingotto, sospingendo sui social l’hashtag #votaitaliano, il partito di Meloni riunirà oltre 2000 delegati, di cui oltre 1300 eletti in 850 seggi, chiamati a discutere ed approvare un manifesto sovranista e conservatore composto da 15 punti. Un documento in cui si ribadisce l’idea di un Europa composta da popoli e Paesi sovrani, che dia sostegno all’economia reale contro le speculazioni finanziarie e che non si ponga il problema di rivendicare la propria identità  e le radici cristiane del suo popolo.
"Sabato e domenica - conclude Meloni - rilanceremo con forza il ruolo cruciale della famiglia conservatrice, centrale nel processo di formazione di una qualsivoglia nuova maggioranza, che vada da un Ppe che speriamo sempre più a trazione Orban ai populisti di Salvini e Le Pen".

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