Unità d'italia: tra rossi e neri a Sud è battaglia sulla memoria - <b>FascinAzione</b>

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domenica 17 marzo 2019

Unità d'italia: tra rossi e neri a Sud è battaglia sulla memoria

Il 17 marzo del 1861 venne proclamata l'Unità d'Italia.Con l’approvazione della legge dal Senato e dalla Camera dei deputati del Regno di Sardegna, l’Italia diventa quindi un unico Stato – il Regno d’Italia, appunto – guidato da un monarca, Vittorio Emanuele II. La capitale sarà inizialmente Torino, per diventare poi per poco Firenze e infine nel 1871 Roma. Il completamento dell’unità del Paese si avrà solo alla fine della Prima Guerra Mondiale nel 1918. Nel 1911 questa giornata è stata inserita fra le festività italiane e viene celebrata ogni anno con manifestazioni.
Sulla battaglia della memoria, come dimostrano le due foto pubblicate c'è stata battaglia, combattuta, a colpi di striscioni, tra i "rossi "(antagonisti partenopei vicini al centro sociale Insurgencia) che non riconoscono l'Italia nazione ed i "neri" nazionalisti di CasaPoud Italia che, in diverse città del mezzogiorno d'Italia hanno festeggiato l'Unità d'Italia con degli striscioni come dimostra una foto inviataci da un lettore di Siracusa.

"Viva Napoli, viva il Meridione. Non riconosciamo l’Italia nazione". Questo il testo di uno striscione apparso nella notte tra sabato 16 e domenica 17 marzo ai piedi della statua di Giuseppe Garibaldi, nell'omonima piazza a Napoli. Sullo striscione sono state aggiunte due date: quella del 17 marzo 1861, data ufficiale di nascita del Regno
d’Italia, e quella di oggi, 17 marzo 2019, nella quale se ne celebra il 158° anniversario. La foto dello striscione è stata pubblicata sulla pagina Facebook della Brigata Spalletella, "gruppo antirazzista" che supporta il progetto dell’Afro Napoli United, club calcistico che milita nel girone A di Eccellenza Campania.
"Ancora oggi - si legge nel testo che accompagna la foto  paghiamo lo scotto della violenza barbara e devastante di questa Italia unita.
Totalmente a trazione settentrionale, saccheggiando e distruggendo la
nostra terra, questa ’unità’ è stata madre di deportazioni e genocidi, terre usurpate e violenza verso il dissenso. Oggi nessuna data importante da celebrare, solo 158 anni per non dimenticare un Nord padrone e un Sud schiavo".







1861-2019: Viva l’Italia” questo il testo degli striscioni affissi in oltre cento città italiane da CasaPound, comprese 5 in Sicilia, per celebrare i 158 anni dalla proclamazione dell’Italia unita.
Il 17 marzo del 1861 – spiega in una nota il movimento della tartaruga frecciata – veniva pubblicata nella Gazzetta ufficiale la legge che istituiva ufficialmente il Regno d’Italia. Un obiettivo raggiunto dopo due guerre d’indipendenza e la spedizione garibaldina ‘dei Mille’, completato poi nel 1866 con la terza guerra d’indipendenza e l’acquisizione del Veneto e nel 1870 con la presa di Roma, e che consentì alla nostra Nazione di divenire corpo unico dopo essersi affrancata finalmente dal giogo straniero. Si trattò di un’indipendenza non concessa da altri ma conquistata col sacrifico e col sangue di tantissimi italiani. In un momento in cui la nostra libertà appare sempre più limitata dalla dittatura di Bruxelles, abbiamo ritenuto importante ricordare quel sacrifico anche perché possa essere insieme monito e stimolo per poter riconquistare pienamente quella sovranità che fu allora ottenuta a duro prezzo e con formidabile sforzo dai nostri avi”.







1 commento:

  1. Quando la destra radicale contestava l'annessione forzata del Sud Italia il genicudio e l"occupazione piemontese ed esaltava la resistenza borbonica i pischelli di Insurgentia non erano neanche nati...
    Purtroppo il neo/nazionalismo di Casa Pound ha grossi limite storiografici in questo.
    Ma non è certo l'estrema sinistra che può vantare una ascendenza nelle insorgenze antigiacobine in tutta Europa che avevano un radicamento conservatore e reazionario.
    Così come la sinistra non può vantare nemmeno una paternita' legata all'insurezionalismo radicale risorgimentale ed ad al martirio dei patrioti Pisacane in testa in cui solo il Fascismo trova l'unico fondamento metapolitico.
    E nella sintesi dei giacobinismo radicale e dell'antigiacobismo altrettanto radicale che si coglie l'essenza del Fascio di Forze...
    E anche qui le pagine di Sthernell e Kunnas hanno dato risposte adeguate ...


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