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Bari rimane chiusa la sede di CasaPound per metodo "fascista".Il Riesame conferma il sequestro

"La strategia violenta di repressione di gruppi portatori di una diversa ideologia politica" messa in atto durante l'aggressione ai manifestanti antifascisti al termine della manifestazione anti razzista del 21 settembre scorso, "richiama indubbiamente il metodo fascista": è questa la motivazione con cui il Tribunale del Riesame di Bari ha disposto che la sede barese di Casapound resti sotto sequestro.
La decisione è stata presa dal collegio presieduto dal giudice Giuseppe Battista il 25 gennaio ma la motivazione è stata depositata pochi giorni fa.
Al momento regge,  il castello accusatorio costruito dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, sulla scorta delle indagini condotte dalla Digos, che ha messo insieme le immagini delle telecamere di via Eritrea e delle zone limitrofe, le dichiarazioni delle vittime dell'aggressione e di alcuni testimoni nonché una serie di riscontri investigativi, come il ritrovamento di alcuni oggetti usati per la spedizione punitiva nella sede e di libri e materiale inneggianti al fascismo e al nazismo nelle abitazioni di alcuni indagati.
Trentacinque le persone coinvolte nell'inchiesta che l'11 dicembre ha portato al sequestro della sede del partito di estrema destra in via Eritrea. A tutte viene contestata l'apologia del fascismo e a dieci anche l'accusa di lesioni.

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