Rissa di Brescia: foglio di via per sette skinheads. La protesta del Veneto Fronte Skin - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 12 ottobre 2018

Rissa di Brescia: foglio di via per sette skinheads. La protesta del Veneto Fronte Skin

La questura di Brescia ha emesso sette fogli di via per altrettanti skinhead appartenenti al movimento ’Veneto fronte Skinheads’. Secondo la ricostruzione della Digos avrebbero preso parte alla rissa avvenuta due settimane fa nel quartiere multietnico Carmine, a Brescia, tra un gruppo di estremisti di destra e una trentina di persone legate al mondo dell’antagonismo bresciano. Dopo la rissa quattro attivisti di destra sono stati arrestati e nei giorni seguenti altri quattro denunciati dopo le perquisizioni domiciliari in cui erano stati sequestrati materiali che li ricollegavano alla rissa, consumata nella serata di venerdì, dopo che i neofascisti, ultras della Brescia, avevano assistito in un pub alla partita della squadra del cuore, impegnata nell'anticipo di serie B a Crotone. 

Immediata la protesta del Veneto Front Skinhead, espressa in una nota del portavoce: "Apprendiamo con sdegno e sbigottimento la notifica dei fogli di via dal capoluogo di Brescia in seguito ai fatti avvenuti il 28 settembre dove dei nostri ragazzi sono stati denunciati per rissa aggravata, fatto in cui nessuno è rimasto ferito. È incredibile come la solerzia degli organi investigativi sia stata ad oggi così efficiente ad arrivare a colpire solo una delle due parti in causa; niente di nuovo per carità, non ci stupiamo ne tanto meno ci piangiamo addosso, sappiamo che la strada comporta questi rischi, per i quali ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità.


Rimane però incredibile che nel 2018 esistano, in città progredite e democratiche come Brescia, delle vere e proprie zone franche dove l’ingresso per dei ragazzi italiani di una determinata fede politica, debba tramutarsi in un’aggressione da parte di un gruppo, largamente più numeroso, di antifascisti impuniti, tutelati e ben protetti dalle istituzioni. Difendere la propria vita non è un delitto, così come non lo è essere disposti a battersi per le proprie idee, anzi è un qualcosa di nobile e cavalleresco: sta di fatto che persone che difendono la propria idea vengono punite con l’allontanamento dalla propria città mentre veri e propri delinquenti e spacciatori continuano a girare indisturbati per le strade di Brescia. Questo è il risultato della vostra democrazia!"

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