venerdì 5 ottobre 2018

Figlia di due mamme registrata, denunciato il sindaco di Francavilla a Mare


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L’associazione Noi per la Famiglia, con il Presidente Nazionale Luigi Mercogliano, (...) e il Presidente per l'Abruzzo Carolina Profeta, (...) assistiti dall’ Avv. Antonio Basile e l’associazione Culturale Difesa dei Valori Valdarno, con il Presidente Filippo Fiani, (...) assistito dall’Avv. Francesco Vannicelli hanno presentato un esposto denuncia alla procura di Chieri contro il sindaco di Francavilla a Mare che ha registrato all'anagrafe comunale una bimba di due anni e mezzo nata in Belgio con la fecondazione assistita e dichiarata da una coppia lesbica. Ecco il testo integrale.

1. Il 14 giugno 2018 nel Comune di Francavilla a Mare il Sindaco Antonio Luciani ha proceduto alla registrazione della nascita di una bambina, Elena, procreata con la fecondazione in vitro, e partorita in Belgio (circa due anni e mezzo fa) da due mamme A. C. e M. D. L. La notizia è stata rilanciata dai principali quotidiani nazionali e dai siti specifici. Si legge, in particolare, sul sito gaypost.it in data 14 giugno 2018 che:
“In Comune, poco fa, sono venute a trovarmi due cittadine francavillesi con i loro famigliari e amici. Sono coppia nella vita da alcuni anni, hanno una bimba meravigliosa che ha due anni e mezzo, ed oggi ho firmato il documento con il quale inseriamo nell’atto di nascita della piccola i nomi di entrambe le mamme». A parlare o, meglio, a scrivere, è il sindaco di Francavilla al mare, in provincia di Chieti, Antonio Luciani che annuncia sul suo profilo facebook, di avere aggiunto il nome della seconda mamma sul certificato di nascita di una bimba di due anni e mezzo del suo comune”.

2. Si tratta del primo caso di riconoscimento spontaneo all’anagrafe di due mamme in Abruzzo, e riguarda una bimba già grande, come era accaduto in precedenza a Milano, Castel Maggiore e sempre im data 14 giugno 2018 a Bologna. 
«Siamo i primi in Abruzzo» sottolinea il primo cittadino nelle dichiarazioni rese alla stampa nazionale, «ma confido che non saremo soli». E rilancia, in polemica con l’attuale governo: «In uno dei momenti tra i più bassi della nostra Repubblica» in cui «un ministro afferma che le Famiglie Arcobaleno non esistono […] io non solo credo che le famiglie Arcobaleno esistano, ma che siano parte integrante della nostra comunità».

3. Alle dichiarazioni rese dal primo cittadino di Francavilla a Mare hanno fatto seguito quelle delle associazioni LGBT. In particolare, l’avvocato Michele Giarratano del Gruppo legale di Famiglie Arcobaleno si è dichiarato molto soddisfatto della decisione del sindaco di Francavilla a Mare che ha supportato la coppia di madri nella richiesta al Comune di Francavilla al mare. Il predetto Avvocato ha affermato che «L’onda di diritti, che sta toccando ormai tutte le regioni d’Italia, sembra inarrestabile» e ha aggiunto «e si allunga la lista dei comuni, e soprattutto dei Sindaci, che hanno scelto di dare diritti e dignità alle famiglie arcobaleno e in particolare ai minori che diversamente sarebbero figli senza diritti. Il parlamento non resti sordo a questa straordinaria primavera di civiltà».

4. La notizia, appresa dalle Associazioni denunciante attraverso le predette fonti ufficiali di stampa, ha generato preoccupazione e sconcerto, non già per avversioni di principio contro il mondo LGBT, ma per la palese violazione di legge che l’iniziativa è andata a sostenere. Ed infatti, nessuna legge consente l’iscrizione anagrafica di un neonato che sia stata generata da due persone dello stesso sesso.

5. L’intervento del Sindaco di Francavilla a Mare è quindi stato reso in palese violazione delle norme di legge, e come tale rappresenta un evidente abuso d’ufficio ai sensi dell’art. 323 del codice penale, laddove l’interesse proprio è costituito dal clamore politico e sociale che favorisce la carriera del primo cittadino.


6. Medesimi esposti sono stati presentati, e alcune città già accolti, in alcune città italiane tra le quali: Torino, Bologna, Milano, Pesaro e Firenze

Per tali ragioni, L’Aassociazione per la Famiglia, (…) e L’Associazione Culturale Difesa Dei Valori Valdarno, propongono 



DENUNCIA – QUERELA



A Codesta On.le Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti, nei confronti di Antonio Luciani, affinché vengano disposti gli opportuni accertamenti in merito a tutti i fatti esposti, ed affinché si proceda a sanzionare le condotte indicate nel presente atto, poste in essere, che integrano le seguenti ipotesi di reato: 
Il reato di abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) per aver offeso commesso atti contrari alla legge in ragione del proprio ufficio, onde ottenere visibilità e popolarità a livello politico e sociale; 
Il reato di violazione ordine pubblico (art. 650 c.p.) per aver trascritto un atto di nascita registrato in Belgio, la quale nascita è avvenuta con la fecondazione assistita (traffico di gameti) vietata in Italia, per le coppie omosessuali dalla legge 40/2004; 
Il reato di falso ideologico (art 476 c.p.) 
Il reato di alterazione di stato (art 567 c.p.) 
E cosi ogni altra ipotesi e fattispecie di reato che Codesta On.le Procura della Repubblica ritenga integrata.
Si chiede di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione del procedimento, ai sensi dell’art. 408, secondo comma, c.p.p.

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