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lunedì 22 ottobre 2018

E' morto Faurisson: porto in prima pagina il revisionismo sulla Shoah

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Il revisionista e negazionista francese Robert Faurisson, è morto all'età di 89 anni nella sua casa di Vichy, in Francia. L'ex accademico venne condannato più volte per aver contestato l'esistenza di crimini contro l'umanità, in particolare l'esistenza delle camere a gas durante la Seconda guerra mondiale. «Il negazionista Robert Faurisson - avverte su Twitter la Fondazione Shoah - è morto. Ma le sue 'tesì immonde vivono ancora. Dinanzi ai falsari della storia la lotta per la verità storica continua».


Così Il Messaggero lancia la notizia. Cosa aggiungere:
1. Faurisson non ha apportato nessun contributo originale alla ricerca negazionista eppure il suo contributo è stato decisivo perché la questione conquistasse la ribalta mediatica, come ricorda Wikipedia

Nel 1978 Faurisson scrisse un articolo, «Le problème des chambres à gaz»,[6] uno scritto estremamente sintetico che metteva in dubbio l'esistenza delle camere a gas naziste. Non trovando testate disponibili, Faurisson pubblicò l'articolo sulla rivista "Défense de l'Occident", di proprietà dell'intellettuale fascista Maurice Bardèche.[7]Lo stesso testo fu poi ripubblicato sul quotidiano Le Monde il 29 dicembre 1978, accompagnato da un articolo a commento dello storico Georges Wellers. Nell'articolo Faurisson, persuaso dell'inesistenza delle camere a gas, sollecitava gli storici ad aprire un dibattito sul tema, e invitava chiunque a presentare prove incontrovertibili della loro esistenza e del loro funzionamento. Il giorno successivo intervenne sul quotidiano Olga Wormser-Migot, a cui seguì la Lettre en droit de réponse publiée par le journal (Le Monde, 16 gennaio 1979). Il 21 febbraio 1979 ancora "Le Monde" pubblicò la dichiarazione detta dei trentaquattro storici[8], redatta da Pierre Vidal-Naquet e Léon Poliakov, in cui si rispose a Faurisson che le numerose testimonianze documentali e orali raccolte, fra le quali le confessioni dei tedeschi stessi, rendevano impossibile dubitare della realtà dello sterminio. Sulla questione tecnica, di cui Faurisson aveva chiesto conto, l'articolo non prendeva posizione, terminando con:«Non bisogna domandarsi come un tale assassinio di massa sia stato tecnicamente possibile. È stato tecnicamente possibile poiché ha avuto luogo.»(Le Monde, 21 febbraio 1979, p. 23)Faurisson inviò quindi il 26 febbraio 1979 una lettera al quotidiano, in risposta alla dichiarazione, intitolata Une preuve… une seule preuve", in cui chiedeva che gli fosse fornita una singola prova inoppugnabile sull'esistenza delle camere a gas[9]. "Le Monde" rifiutò tuttavia di pubblicare la sua lettera. Faurisson acquisì quindi grande notorietà grazie a questa polemica.
2. . Faurisson non era neanche uno storico ma un critico letterario accademicamente qualificato (insegnò 16 anni a Lione). Nonostante i tentativi di screditarlo la stessa corte che gli infligge la prima condanna nel 1983 per "danni a terzi" respinge l'accusa di "falsificazione della storia" e riconosce
che le accuse di leggerezza formulate contro i suoi studi non erano pertinenti e non potevano essere sufficientemente provate, e che nelle sue opere non si ravvisava né negligenza né incuria

3. Non era nazista ma anzi la sua famiglia nutriva sentimenti anti-tedeschi. Comincia la sua ricerca sulle camere a gas nel 1960, lavorando anche su fonti ufficiali e non solo negazioniste. Il suo principale riferimento tra i revisionisti è l'ex partigiano socialista Paul Rassinier.

4. Per la sua ricerca Faurisson ha pagato un prezzo altissimo: ha perso il lavoro, ha affrontato numerosi processi e alcune condanne, ha subito diverse aggressioni fisiche, nella più grave della quale gli fratturarono la mascella.

3 commenti:

  1. Immagino che il Marxists trotkysta maoista ecc Tassinari sia felice da come riporta LA notizia ,ah ma LA ruota gira per tutti ,chi ha difeso il Ghetto e I framassoni presto o tardi paghera'

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  2. Onore eterno al professor Faurisson.Ebbe il coraggio di smantellare la montagna di falsità create appositamente dai vincitori del secondo conflitto mondiale. Ci ha insegnato che la verità ci rende liberi

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  3. Tassinari ha scritto che Faurisson non ha apportato nessun contributo originale. In realtà, proprio la dichiarazione dei 34 storici contro di lui dimostra la sua originalità: Faurisson è stato il primo revisionista (insieme a Ditlieb Felderer) a porsi il problema della fattibilità tecnica delle gasazioni di massa. E' stato Faurisson il primo a confrontare i locali dei campi di concentramento tedeschi designati oggi come "camere a gas" con le camere a gas americane, e a concludere che a Auschwitz non potevano essere eseguite gasazioni omicide.

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