Baviera, crollo Csu e Spd. Sfondano i Verdi non l'Afd - <b>FascinAzione</b>

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domenica 14 ottobre 2018

Baviera, crollo Csu e Spd. Sfondano i Verdi non l'Afd


Elezioni in Baviera, crollo Csu e boom dei VerdiC'è chi parla di "svolta storica" per la Baviera, altri dell'"abisso" dei due grandi partiti popolari tedeschi. Certo è che il voto nel Land più ricco muta radicalmente il panorama politico bavarese scatenando un’onda d’urto che promette d’arrivare a Berlino. La Csu - partito "fratello" della Cdu di Frau Merkel che qui governa ininterrottamente dal 1962, quasi sempre da solo - segna uno dei peggiori risultati della sua storia: secondo le proiezioni delle 20 di Zdf, i cristiano-sociali si attestano intorno al 37% dei consensi, oltre dieci punti meno rispetto al 47,7% che garantì la maggioranza assoluta cinque anni fa. 

Devastante anche il dato della Spd, che da secondo partito precipita ad un risultato inferiore al 10%: e’ meno della meta’ di quanto messo a segno nel 2013, ed e’ il peggior risultato della storia dei socialdemocratici in Baviera. Ma e’ dai Verdi che arriva la vera sorpresa di questo voto: con un dato di poco inferiore al 18%, il partito guidato qui dalla giovane e carismatica Katharina Schulze conquista la palma di seconda forza politica nel Land, ponendo una seria ipoteca sul governo di questa regione, tradizionalmente conservatrice. In parallelo al successo dei Verdi va letto il risultato inferiore alle aspettative dell’Afd: e’ vero che la formazione nazional-populista fa per la prima volta il suo ingresso nel parlamento regionale, facendo parlare i loro leader di "successo grandioso", ma e’ un fatto che il partito dell’ultradestra si ferma al 10,6% dei voti, come se l’ascesa giudicata fino a poco tempo fa "inarrestabile" si fosse in qualche modo arenata. 
Ago della bilancio per la formazione di un nuovo governo probabilmente sono i Freie Waehler (Fw, "liberi elettori"), che con l’11,7% possono vantare un’ottima performance e che godono di una vicinanza di contenuti con la Csu sicuramente maggiore dei Verdi. Sperano anche i liberali dell’Fdp, che con il 5% dei consensi supererebbero la barriera necessaria per entrare nel Landtag (dove mancano dal 2013), mentre ne rimane fuori la Linke, il partito della sinistra guidato da Sahra Wagenknecht. 
La partita delle coalizioni promette di essere molto difficile. Sulla carta sono possibili tre alleanze: quella della Csu con i Verdi, quella di una Csu che sceglie un patto "borghese" con i Freie Waehler, eventualmente allargandosi ai liberali se i numeri fossero troppo risicati. Molto improbabile, ma teoricamente possibile una coalizione che escluda del tutto la Csu: ossia Verdi, Spd, Liberali e Fw. Il governatore Markus Soeder - che ovviamente in queste ore sta sul banco degli imputati, ripetendo "che accettiamo il risultato con umilta’" - ha già fatto chiaramente di capire di preferire una coalizione "borghese" con Fw, dato che con i Verdi "le distanze sui contenuti sono grandissime".
Ma per capire l'entità del cambiamento in atto, e' significativo il dato della capitale del Land: a giudicare dai primi dati disponibili, a Monaco i "Gruenen" diventano il primo  partito al posto della Csu. Nei conteggi di oltre la meta’ dei seggi, il partito un tempo guidato da Joschka Fischer otterrebbe il 31% dei voti sul 24,5% dei cristiano- sociali. Per gli ambientalisti una crescita formidabile rispetto al 2013: piu’ 18,9%. E per quanto riguarda i flussi, secondo un’analisi dell’emittente pubblica Ard, la Csu ha perso ben 200 mila elettori a favore dei Verdi, piu’ di quelli confluiti invece verso la Afd e verso i Freie Waehler, in ambo i casi intorno ai 180 mila. 
Le varie segreterie (per la prima volta ci saranno sei partiti 
nel parlamento bavarese) si sono date appuntamenti per domattina, ma ovviamente i Verdi hanno gia’ offerto la loro disponibilita’ a trattare, contando anche in questo sul favore degli elettori: secondo i sondaggi, la maggioranza dei bavaresi preferisce un patto Csu-Verdi ad un’alleanza con i Freie Waehler, che esprimono tendenze popolar-conservatrici e spesso su posizioni critiche nei confronti della Csu, ma da destra.

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