giovedì 20 settembre 2018

Un Mussolini non trash al Parlamento Europeo

Un'altra freccia, d'eccezione, dell'arco sovranista che punta dritto al cuore dell'Eurocrazia. Con buona pace del pessimo Moscovici, ecco un Mussolini in carne ed ossa (ma soprattutto cervello) pronto per entrare in campo nella sfida delle Europee. Con un interessante articolo del collega Antonio Rapisarda, pubblicato sul numero di giovedì 20 settembre su Il Tempo, storico quotidiano di Roma, intitolato Un piccolo Mussolini al Parlamento Ue che ricorda lo scoop di questo blog che, per primo, nella giornata di venerdì 14 settembre annunciava la probabile discesa in campo, alle prossime elezioni europee di Caio Giulio Cesare Mussolini, pro nipote del Duce, nipote di Vittorio e figlio di Guido.
Un Mussolini, lontano anni luce da ogni tipo di nostalgismo, un manager di successo, esperto di relazioni internazionali, con una consolidata conoscenza dei nodi commerciali dove il made in Italy gioca una partita fondamentale in Europa e non solo. 
Un Mussolini lontano mille miglia dalla politica trash di cui è campionessa imbattibile la cugina Alessandra.

Qualche giorno fa Pierre Moscovici ha pensato bene di evocarne il fantasma: «In Europa ci sono dei piccoli Mussolini...». Così il Commissario europeo per gli Affari economici (ed ex ministro socialista del disastroso governo di François Hollande) manifestava, in maniera palesemente ridicola, il suo allarme per il previsto exploit dei sovranisti alle Europee. Bene, presto potrebbe materializzarsi in un certo senso quanto il Commissario e sponsor dell’eurismo ha paventato evocando la boutade di un «clima da anni ‘30». Non parliamo di uno dei presunti epigoni del fondatore del Ventennio – gli ormai “scontati” vincitori Salvini, Orbán, Le Pen, Wilders e così via - ma proprio un Mussolini in carne ed ossa. Non c’è alcuna ufficialità ancora ma da qualche giorno a questa parte circola la voce che Caio Giulio Cesare Mussolini – pronipote di Benito, nipote del comandante Vittorio e figlio di Guido - potrebbe essere candidato nelle liste di Fratelli d’Italia alle prossime Europee. Proprio lui, l’ultimo discendente maschio del Duce (e la stirpe continuerà grazie a suo figlio Carlo Alberto) rispetto al quale Il Tempo ha svelato in anteprima l’ingresso in politica - anticipando la sua partecipazione al congresso di Trieste di Fratelli d’Italia nel dicembre scorso - sarebbe una delle carte importanti con le quali Giorgia Meloni intende lanciare la sfida all’Eurocrazia di Bruxelles. 

A pubblicare il rumor è stato il blog specializzato Fascinazione che ha annotato come Caio Mussolini sarà ospite e relatore ai primi di ottobre a “Legio”, una delle kermesse dei giovani di FdI, sul tema dell’identità nazionale. Il nostro giornale è in grado di ricostruire che – in effetti – un’interlocuzione con FdI è in atto da tempo: se per Meloni & co è ancora prematuro il tema della composizione delle liste («Se ne inizierà a parlare dopo Atreju», fanno filtrare), di incontri tra il discendente di Mussolini e la leader sovranista ce ne sono stati e in agenda è previsto un prossimo vertice da cui potrebbero emergere ulteriori novità sul tema. Insomma, se la candidatura del pronipote del Duce non è arrivata per le Politiche di marzo scorso, discorso diverso potrebbe essere la partita cruciale per l’Europa: quella determinante anche per il cammino di FdI (e nella quale è in forse la ricandidatura dell’altra Mussolini, Alessandra, appena uscita da Forza Italia).

La sorpresa per Moscovici e compagni tuttavia è che, nell’eventualità, si tratterà di un Mussolini assai diverso dallo “spettro” del suo immaginario: lontano anni luce da ogni forma di nostalgismo, parliamo di un top manager con una lunga carriera in Finmeccanica, già ufficiale della Marina e oggi, con importanti incarichi professionali, di stanza ad Abu Dhabi. Un uomo d’azienda esperto di relazioni internazionali, con nel curriculum una tesi di laurea sui temi dell’immigrazione (dossier fondamentale per ciò che riguarda la critica all’immobilismo Ue) e una consolidata conoscenza dei nodi commerciali dove il made in Italy gioca una partita fondamentale in Europa e non solo. 
Chi conosce bene Caio Mussolini spiega che la sua intenzione di scendere in campo per tutelare l’interesse nazionale non è di certo una novità e che la battaglia per un’Ue più giusta e rispettosa dei suoi cittadini è nelle sue corde. «Sono un sommergibilista e i sommergibilisti stanno low profile ad ascoltare», spiegava a Il Tempo mesi fa quando si paventava il suo coinvolgimento diretto e rifletteva sul «momento difficile per l’Italia» rispetto al quale «le tesi di FdI possano essere utili per risollevare il Paese». Il momento giusto per l’emersione potrebbe essere finalmente arrivato.

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