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Salvini querela Saviano: ministro della malavita lo dici a qualcun altro

Annuncia querela contro lo scrittore Roberto  Saviano, respinge con forza e decisione  le accuse sui 49 milioni presi dalla Lega  annunciando la guerra agli scafisti e a Soros. Parole chiare, politicamente scorrette quelle pronunciate dal vice premier Matteo Salvini nella puntata di  “In Onda” il programma condotto dai colleghi Luca Telese e David Parenzo su La7.
Sulla questione rimborsi elettorali al Carroccio e la richiesta da parte dei giudici di sequestrare beni per 49 milioni di euro il vice premier ha dichiarato: Non ho mai visto i 49 milioni, i fatti risalgono a 10 anni fa, non si capisce perché si debbano sequestrare le monetine che ci hanno dato i giovani e i pensionati domenica a Pontida per comprare i nostri gadgets. Chi parla di soldi rubati, verrà querelato”.
Sulla questione querelle il vice premier comunica di aver già querelato Roberto Saviano, perché “Ministro della malavita” lo dica a qualcun altro”.
Sulla presunta onda nera,  che metterebbe a rischio addirittura la democrazia, come sostiene anche l'ex sindaco di Roma nonché primo segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, il leader leghista ha affermato: la sinistra ha perso milioni di voti perché invece di occuparsi di Legge Fornero, scuola, lavoro, pensava a combattere niente poco di meno che il fascismo.Il fascismo come il comunismo appartengono ai libri di storia.
Parole chiare anche sul presunto pericolo razzismo nel nostro paese da parte del leader leghista che dichiara: "l’unico razzismo in Italia è quello a sinistra, contro gli italiani. L’immigrazione regolamentata è un fatto positivo, l’immigrazione incontrollata è un casino”.
“Soros vorrebbe che l’Italia fosse un grande campo profughi perché a lui piacciono gli schiavi. 
Sul dramma dei morti in mare? La colpa è dei bastardi scafisti, che il governo  combatterà, d'altronde la pacchia, per loro è finita.
Un altro tema toccato nel corso della trasmissione è stato quello dell'economia. Il leader della lega propone una rivoluzione fiscale, abbassando le tasse a favore delle piccole e medie imprese. D'altronde Confindustria non rappresenta il vero mondo delle imprese.

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