Francesco Storace: basta silenzi sullo scandalo Basilicata e sul sistema di potere del governatore Pitella - <b>FascinAzione</b>

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sabato 21 luglio 2018

Francesco Storace: basta silenzi sullo scandalo Basilicata e sul sistema di potere del governatore Pitella


Il collega Francesco Storace, già direttore de Il Giornale d'Italia, in un interessante articolo pubblicato sul numero di sabato 21 luglio da Il Giornale, storico quotidiano milanese, chiede conto a Sergio Mattarella, presidente della Repubblica del suo silenzio sullo scandalo Basilicata e sul sistema di potere ideato dal suo governatore, Marcello Pitella, esponente di primo piano del Partito Democratico, principale partito della coalizione di centro sinistra
Al Quirinale, si domanda ironicamente Storace, se qualcuno si è accorto che al governo di una regione devastata dal malaffare al posto del numero uno della giunta( agli arresti domiciliari) ora comanda la numero due, che dallo stesso numero uno era stata nominata.

Fa caldo, ma il silenzio è glaciale. C’è puzza, ma non di petrolio. Rossi, ma dalla vergogna.

Benvenuti al Sud, regione Basilicata, dove c’è un presidente che sta agli arresti domiciliari e rimane inchiodato alla poltrona di governatore. Marcello Pittella, Pd, dell’omonima dinastia, è decisamente un uomo fortunato.
Accusato di brutti affari in sanità, ma i magistrati gli hanno risparmiato l’onta della galera. Polemiche confinate tra Potenza e Matera, il resto del mondo guarda altrove. Tacciono i giornaloni, ne parla solo il mio piccolo blog  quasi a dar fastidio a un potente ras locale. Che il Pd ha la faccia tosta di difendere a spada tratta e solidale.
Presidente Mattarella, se ne è accorto di quello che succede in Basilicata? Qualcuno dei suoi uffici l’ha avvisata che c’è una parte del mondo dove si governa per interposta persona anche se si è ristretti da un provvedimento giudiziario? Il capo dello Stato, così sensibile ai pruriti giudiziari al punto di far sapere al mondo quando ha ricevuto Salvini che non avrebbe parlato di magistratura, tace anche ora, ma stavolta per non turbare un eccellente detenuto domiciliare? Al Quirinale se ne sono accorti che al governo di una regione devastata dal malaffare al posto del numero uno della giunta ora comanda la numero due, che dallo stesso numero uno era stata nominata?
Caro Mattarella, mi rivolgo a lei col rispetto istituzionale che mostrai dimettendomi da ministro e senza galera e neppure un avviso di garanzia. Mi bastò un articolo di giornale per lasciare il governo Berlusconi. Ma davvero potete tutti far finta di nulla di fronte all’assassinio della speranza? Qui truccavano non solo gli appalti, ma persino i concorsi nella sanità, finanche quelli riservati ad otto disabili, ai quali l’unica parte del corpo che non poteva non funzionare doveva essere la lingua per insalivare la pantofola dei potenti? E voi state zitti?
“Accontentare tutti”, ordinava Pittella. E frotte di adoranti servitori del governatore mettevano ogni carta al suo posto, ogni ciuccio sul trono e mai una nomina per merito. “Accontentare tutti” in politica.
Aveva una lista verde, Marcello Pittella, con i desiderata suoi, dei politici e perfino dei vescovi. Se stavi scritto li’, vincevi la fame.
Dovrebbero almeno cacciarlo dalla poltrona. Macché, si va allegramente in consiglio regionale a respingere la mozione di sfiducia a Pittella. Perché i partiti non possono fare altro, sennò quello parla. E rovina tutti.
Tutti zitti, tanto nessuno parla. Fino a oggi.

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