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mercoledì 13 giugno 2018

Torino, rinvenuto ordigno contro il negozio di un esponente di CasaPound

Nella notte tra sabato e domenica lo store torinese della Pivert è stato bersaglio di un potenziale attentato. Un ordigno artigianale, composto da un petardo e da un innesco «casalingo» è stato attaccato con del nastro adesivo sulla piccola vetrina del negozio, dove si trova la porta d’ingresso. Poteva esplodere? Non è chiaro, ma sul posto sono intervenuti gli artificieri che hanno lavorato per eliminare ogni rischio. E ora sul caso,di cui è stata informata la Procura della Repubblica indaga la Digos. Alla polizia sono ovviamente noti tutti i collegamenti politici che rinforzano l’associazione tra il marchio (che vanta «una manifattura al cento per cento made in Italy») e CasaPound.
 Tra i gestori della bottega torinese di Pivert, fondato a Roma nel 2015 da Francesco Polacchi, ex responsabile nazionale di Blocco studentesco (raggruppamento degli studenti  di CasaPound), c’è l’avvocato Gino Domenico Arnone, candidato di punta alle scorse politiche.
 Era il primo nome in lista per la Camera Torino 1 (Centro Crocetta). Dottore di ricerca in diritto civile e comparato, direttore scientifico di un noto portale giuridico, Arnone «svolge l’attività di difensore pro bono per gli italiani in difficoltà».

E proprio Arnone ieri sera, su Facebook – che usa spesso per pubblicizzare le novità o gli ultimi arrivi di Pivert – ha postato la foto in cui Salvini, dall’Olimpico di Roma, su Twitter scriveva: «Difendo la libertà di pensiero, di parola e di abbigliamento».

Chi ha piazzato l’ordigno esplosivo in via Buozzi sabato notte? Gli inquirenti non escludono alcuna pista. Una prima ipotesi riguarda l’area antagonista, che recentemente ha rivendicato il senso «dei valori antifascisti» e ha annunciato battaglia contro «il razzismo» del nuovo governo ma anche altre piste vengono battute dagli uomini della Digos.

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